
Un pupazzone di Maradona all’esterno, che non cessa mai di attrarre bambini e tifosi tutte le età, con cori da stadio in sottofondo – che cantano canzoni iconiche, tra le quali “Maradona è meglio ‘e Pelè”, opera del maestro Emilio Campassi del 1984, “La mano de Dios”, firmata dal grande Pino Daniele dedicata sempre a Diego, ossia il Tango della buena sorte. È questa la scena che fa da sfondo all’inaugurazione a Napoli – precisamente all’interno dello storico Palazzo della Nunziatura Apostolica, in via Toledo 352 – della nuova edizione del percorso espositivo dedicato proprio al celebre Pibe De Oro, il Dios Museum.
Un’antologica unica nel suo genere, destinata a rimanere all’interno delle sale del palazzo a partire da oggi, giovedì 30 aprile, sino al giorno del compleanno di Maradona, il 30 ottobre. L’ingresso è totalmente gratuito al primo piano, dal quale sarà possibile accedere a sale immersive e installazioni interattive. Rispetto a un anno fa, l’allestimento del 2026 si presenta completamente rinnovato: il museo per il campione argentino si snoda, infatti, tra numerosi aneddoti e i momenti più iconici che coinvolgono la sua vita privata e sportiva, la sua lunga carriera e il suo profondo legame costruito con Napoli e con i tifosi.
La mostra, infatti, si presenterà arricchita grazie a una serie di installazioni e immagini interattive, che permetteranno ai visitatori di entrare in contatto con con diversi contenuti dinamici e animazioni dedicate proprio al re indiscusso del calcio napoletano. Ancora, sono previsti anche una serie di ambienti tematici che spaziano dagli esordi del Pelusa, ai Mondiali, per arrivare alla mitica conquista dello scudetto e del titolo al San Paolo, sino al trasferimento al Barcellona, agli anni della squalifica, al grande ritorno nel 1994 e, infine, agli ultimi anni della sua intensa carriera, che si chiusero con il suo definitivo ritiro dall’attività agonistica.
Ma non è tutto. Nell’ambito dell’esposizione, infatti, non mancheranno certamente anche le storiche maglie indossate dal fuoriclasse argentino, non soltanto durante la sua lunga carriera calcistica con il Napoli – di proprietà del collezionista Francesco Cammarota, presso il Museo Cam – ma anche con il Barcellona e in tanti altre occasioni che hanno scandito la sua parabola sportiva.
Inoltre, a coronare il percorso espositivo si segnalano anche due opere d’arte firmate dall’artista Domenico Sepe. Una porta il titolo “Diego Eterno“: si tratta di un modello realizzato in argilla quattro anni fa, nel 2021. Si tratta del primo studio iconografico della figura di Diego condotto dal maestro dopo la morte, che fu poi utilizzata come modello per la successiva realizzazione in bronzo. L’altra opera, invece, si intitola “L’alba di Diego“, che ha visto la luce proprio in occasione dell’apertura del museo, ritraendo un Maradona nella sua posa emblematica coma visione universale del suo essere.
Si tratta, dunque, di un’antologica unica nel suo genere, che ancora una volta ribadisce come l’immagine di Napoli non possa in alcun modo prescindere dalla figura di Diego. Non a caso, infatti, l’obiettivo fondamentale di questo percorso espositivo risiede proprio nel “richiamare appassionati, turisti e curiosi”, come hanno affermato gli organizzatori della mostra, la cui fede eterna nel Napoli e nell’immagine di Maradona è intramontabile.
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