
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Marano di Napoli a causa di “comprovate ingerenze da parte della criminalità organizzata“. Si tratta della quinta volta che la cittadina a nord di Napoli subisce questo provvedimento. La decisione, presa su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arriva dopo che i controlli voluti dalla prefettura hanno accertato la permeabilità delle istituzioni alla criminalità. L’amministrazione, guidata dal sindaco Matteo Morra e insediatasi nel 2023, è stata dunque rimossa.
La delibera del Consiglio dei Ministri stabilisce che la presenza di infiltrazioni camorristiche ha compromesso “la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale”. Pertanto, in conformità con l’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la gestione del Comune è stata affidata a una commissione straordinaria per diciotto mesi. Il sindaco di Marano Matteo Morra, esponente del centrosinistra, ha espresso la sua sorpresa e amarezza per la decisione definendo l’atto un “sopruso” senza giustificazione tecnica, accusando una “politica degenere” che mira a colpire gli avversari. Morra ha inoltre sollevato dubbi sul prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ipotizzando che potesse essere un potenziale candidato del centrodestra per la presidenza della Regione. Il sindaco ha annunciato che non si arrenderà e farà ricorso in ogni sede per tutelare la sua onorabilità.
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