#ioleggoperchè è una grande raccolta a sostegno delle biblioteche scolastiche. È la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, ed è organizzata dall’. gli
Anche il Liceo Federico Quercia di Marcianise ha aderito al contest, gemellandosi con la libreria Feltrinelli di Caserta. Hanno deciso di mettere in scena uno spettacolo, leggendo testi e cantando canzoni sull’onda del mito. Non miti qualsiasi, ma hanno scelto di parlare del mito come “la soglia che separa vita e morte, luce e ombra”. E quale mito può meglio spiegare questa concezione, se non il mito di Orfeo ed Euridice? Ma perchè Orfeo, dopo aver convinto i numi dell’Ade a farsi restituire la sua Euridice, proprio quando ormai era fatta e si vedeva ormai la luce in fondo al buio, si gira e perde per sempre la sua amata?
Per spiegarsi questo “fatale errore”, o quel che sia stato, i ragazzi hanno scelto di interpretare un testo di Cesare Pavese: L’inconsolabile (da Dialoghi con Leucò). Per restare sul tema dell’amore e della morte hanno poi interpretato il dialogo fra Amleto ed Ofelia di Shakespeare, che si è concluso con questa riflessione:
La dolce fanciulla, come un tenero fiore, un giglio bianco, traspare stesa nell’acqua. Nell’acqua c’è il suo riflesso e nel fiume nero giace il suo corpo. L’acqua è quel sottile spaesamento fra la vita e la morte, è il riflesso della persona e il suo doppio, specchio sottile fra la luce e ombra.
Alla fine, punto d’incontro di tutti questi significati nascosti dentro il mito, c’è la narrazione della triste storia e triste destino di Eco e Narciso.
Così ancora una volta l’acqua, la vita e la morte ritornano nel mito. Eco e Narciso, destinati alla solitudine, sono entrambi accomunati dal dolore di una mancanza: la ninfa, rifiutata da Narciso, ridotta a puro suono, non è che l’eco di se stessa, non è più vita in quanto tutto l’umore del suo corpo si disperde nell’aria; Narciso, innamorato della sua immagine, vorrebbe sdoppiarsi, ma ciò è impossibile. Anche lui si consuma, diventando fiore.
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