
Maria Stuarda, è un’opera di Friedrich Schiller in scena dal 6 al 10 dicembre 2023 al teatro Mercadante di Napoli. Quest’ultima è stata tradotta da Carlo Sciaccaluga, alla regia vede Davide Livermore ed all’ aiuto regia Mercedes Martini.
Il suo cast è composto da: Laura Marinoni, Elisabetta Pozzi, Gaia Aprea, Linda Gennari, Giancarlo Judica Cordiglia, Olivia Manescalchi, Sax Nicosia, Giua (chitarra e voce). Con i costumi di Dolce & Gabbana per le reggine e di Anna Missaglia per gli altri personaggi. Scenografia di Lorenzo Russo Rainaldi, musiche di Mario Conte e Giua. Produzione del Teatro Nazionale di Genova, del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e del CTB Centro Teatrale Bresciano.

“Maria Stuarda” è uno spettacolo di donne, di politica e di amore. Ѐ uno spettacolo di donne perché le due protagoniste sono Maria Stuarda ed Elisabetta I Tudor, di politica perché una è regina di Scozia e l’altra d’Inghilterra, e d’amore perché entrambe sono innamorate del conte Leicester e del potere. Notiamo quanto ancora oggi Maria Stuarda sia attuale, due donne cercano il potere tramite logiche maschili.
Elisabetta cerca di governare come meglio può, dove per meglio lei significa come un uomo, quindi con sopraffazioni, incutendo timore e con individualismo competitivo. Maria apparentemente sembra molto diversa da Elisabetta, quasi magnanima, dati i suoi modi femminili, sensuali e affabili, in realtà anche lei è intrappolata in logiche di potere maschiliste in quanto cerca potere seducendo gli uomini;
dunque, non può controllare né gli uomini, né gli affari politici, ma può solo sperare che dato il suo fascino i suoi amanti seguano le sue direttive.
Per questo motivo risulta originale e molto calzante la scelta registica di Davide Livermore di scambiare i ruoli delle due protagoniste tra le due attrici di volta in volta. Lo spettatore si siede non sapendo chi tra Laura Marinoni ed Elisabetta Pozzi interpreterà Maria e chi Elisabetta, proprio sottolineando quanto sia sottile la differenza tra i due personaggi.

La terza protagonista dello spettacolo pare essere proprio la libertà. Infatti, notiamo come Elisabetta sia una donna fisicamente libera, a differenza di sua cugina, ma imprigionata nel suo stesso animo non riuscirà mai ad essere amata. Notiamo come Maria nonostante la prigionia fisica, sia invece libera nello spirito, anche se nessuno dei suoi amanti riuscirà a salvarla, lei si sentirà comunque libera di essere amata e di espirare la sua anima grazie alla sua fede.
Si dimostra poi quanto, dato il paragrafo precedente, siano entrambe molto limitate socialmente e politicamente, ne è esempio la decisione da parte di Elisabetta dell’esecuzione di Maria, la prima arriva a mettere in discussione la sua scelta, a dubitare di sé stessa fino a non sapere più se tale esecuzione era da lei desiderata o meno.
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