
Mario Martone, regista che rappresenterà l’Italia agli Oscar con il suo “Nostalgia“, si è raccontato a Festa Roma. Diversi gli aneddoti sul suo percorso personale, mentre è “silenzio stampa” per quanto riguarda la “corsa alla statuina d’oro“.
“A Napoli, dove sono nato e dove facevo teatro d’avanguardia, qualcuno un giorno mi parlò di questa figura di Renato Caccioppoli, matematico e musicista. Su di lui non c’era nulla di scritto, ma solo tanti racconti. Aveva abitato nel palazzo dove era vissuto il matematico e si era sparato. La mia stanza si affacciava sulla piccola porta d’ingresso del suo appartamento. Tra le coincidenze poi c’era quella che Caccioppoli si era suicidato nel 1959, nello stesso anno in cui ero nato”.
“Pasolini diceva che il cinema è l’arte della realtà e io volevo raccontare questa storia con la giusta verità. E quella porticina è stata come l’inizio della mia creatività cinematografica. Non avevo mai girato un film, né avevo fatto alcuna scuola di cinema. Ero stato solo un giorno sul set di un film di Bolognini, mio amico, per capire almeno di cosa si trattasse. Volevo però Carlo Cecchi come protagonista e raccontare solo l’ultimo giorno di questo matematico. Poi quell’unico giorno divenne una settimana e arrivarono anche i primi soldi: 500 milioni di lire”.
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