
Queste le parole della scrittrice Giulia Carcasi, aforisma che rappresenta pienamente il “credo” e l’impero al quale ha aderito l’editore di Pescara, Alessio Masciulli. Quarantenne, pieno di vita e sprizzante di positività da tutti i pori, Alessio ha solleticato parecchio la sua vita, lanciando una sfida: creare una casa editrice, la “Masciulli Edizioni” (www.
La casa editrice nasce nel 2017 ponendosi come obiettivo quello di credere nei propri sogni. Una realtà autentica, che mantiene fede al verbo originale della letteratura. Una bottega in cui vi lavorano gli artigiani delle parole, scelte e sempre selezionate con cura. L’editore, infatti, definisce la sua attività “non solo una casa editrice, ma un laboratorio itinerante, una fabbrica di sorrisi, un’evasione dalla realtà, un luogo per sperimentare e condividere idee”. Un posto e ristoro, dunque, dove si respira arte e dove tutte le emozioni prendono vita.
Per conoscere meglio la “Masciulli edizioni”, ecco un’intervista al suo ideatore Alessio Masciulli realizzata dalla giornalista Carla Caputo.

«Nel momento in cui mi sono reso conto che unendo le forze si poteva andare più lontano, ho subito iniziato a condividere tutto quello che avevo per metterlo a disposizione di chi, per la prima volta, si affacciava al mondo dei libri. Quello che non ho avuto io, l’ho fatto trovare agli altri. La spinta principale è nata dal vedere la mia vita spegnersi ogni giorno un po’ di più svolgendo mansioni e lavori che non amavo: stavano uccidendo la mia fantasia, le mie idee, il mio interesse e tutta l’inventiva che mi ha sempre contraddistinto. Nelle mura di fabbriche rumorose non trovavo più stimoli. L’amore per i libri, per la gente, per gli eventi e la lettura mi hanno salvato.»
«Il mio primo libro si intitola “Credevo bastasse amare” ed è uscito nel 2009. Racconta una storia vera, dove una ragazza di 26 anni perde la vita in un incidente stradale, dopo 11 anni di fidanzamento. Il suo ragazzo, però, non si è mai arreso e da quella tragedia ora è qui che risponde alle tue domande.»
«Masciulli Edizioni è una casa editrice positiva e solare, sempre pronta a lottare al fianco dei suoi autori coraggiosi, sempre pronta a dare tutto. Non chiede contributi in nessun modo e propone idee nuove e simpatiche in giro per lo stivale. Perché pubblicare con noi? Non c’è un perché, siamo qui per leggervi, se ci emozionerete ne parleremo davanti ad un buon caffè.»
«L’editoria è cambiata così come è cambiata ogni altra cosa. Tutto cambia sempre. La rete ha contribuito inevitabilmente a questo cambiamento e, come in ogni altro settore, ci sono truffe, prese in giro e case editrici furbette. La più grande illusione è promettere l’impossibile. I libri si vendono uno per uno ed è difficilissimo farsi conoscere. Non ci sono scorciatoie o regole: ci vuole coraggio, costanza, e tanto sudore, con la consapevolezza che, alla fine, potrebbe anche essere tutto inutile. Bisogna essere pronti anche a sbattere il muso mille volte perché magari sarà proprio la milleunesima volta che cambia tutto.»
«Non lo so che significa essere editore, sono semplicemente un punto di partenza. Se fiuto un buon autore con un buon libro, ci investo e cresciamo insieme. Se va bene, va bene per tutti, altrimenti cerchiamo di recuperare le spese e non scendere mai sotto 98 euro. Mi approccio sempre per come sono, sorridente e scherzoso. Io scelgo loro, è vero, ma devo essere sempre me stesso, affinché anche gli autori possano rendersi conto di quello che li aspetta e magari scegliere altrove.»
«Quando ho iniziato la mia avventura editoriale, sul mio conto corrente avevo solo 98 euro. Oggi anche una collana si intitola cosi; essa raccoglie romanzi, storie e narrativa in genere.»
«Si potrebbe fare una gara scalzi in mezzo ad atleti con scarpe comode e resistenti? Non credo. La tecnologia e i social sono la comodità e la forza del piede dello scrittore. Tutta passa di lì e se si pensa di essere alternativi a non usarli, meglio rinunciare e dedicarsi al giardinaggio. La prima cosa che fanno sentendo il tuo nome e quella di cercarti in rete; se non ti trovano, per loro non sei nessuno.»
«La poesia non è affatto il terreno economico meno fertile, anzi è proprio il contrario, solo che bisogna saperla riconoscere ed educare chi legge a capire cosa scegliere. Purtroppo, tutti scrivono e si banalizza anche l’arte poetica. Ho imparato molto dalla poesia grazie alla mia autrice Silvia Elena Di Donato, che con il suo testo poetico sta girando l’Italia. Bisogna filtrare ed imparare il senso della poesia, non la forma.»
«L’unico messaggio è quello di non cercare editori per la gloria, la fama o la presunzione di saper scrivere. Essere scrittori è una cosa, il 99% di chi pubblica è altro. Meglio restare anonimi che ridicolizzarsi se non si crede nel proprio libro.»
di Maria Grazia Scrima
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