
Nel conflitto attualmente in corso in Ucraina sembra che la stampa non riesca mai a capire le intenzioni degli eserciti combattenti: che si parli di un bombardamento, di un’offensiva o di ammassamenti di truppe, giornali e telegiornali si trovano a riportare informazioni discordanti e confliggenti, confondendo, di conseguenza, anche l’opinione pubblica.
Certo, esistono fonti evidentemente di parte e in malafede, ma non tutti rientrano in questa categoria: in realtà sono proprio gli eserciti rivali a confondere e disorientare i media.
Uno degli aspetti fondamentali della dottrina militare degli eserciti ex sovietici è, infatti, la “maskirovka” (letteralmente mascheramento), una tecnica di camuffamento, inganno e disinformazione profondamente radicata nel modo di condurre la guerra in quei Paesi.
Da quando esiste il conflitto tra gli uomini, esistono anche modi per ingannare gli avversari al fine di ottenere vantaggi nelle situazioni in cui manchino, ad esempio, superiorità numerica o di capacità.
È proprio uno dei primi strateghi militari conosciuti, il cinese Sun Tzu, a ricondurre massicciamente la guerra all’inganno nel suo “L’arte della guerra”: consapevolezza che potrebbe aver raggiunto il mondo dei ‘Rus (nucleo fondativo del futuro Impero Russo) attraverso le invasioni di tartari e mongoli.
Le tecniche di inganno si andarono via via sviluppando nel corso dell’epoca zarista, ma il vero salto qualitativo si ebbe con la Rivoluzione di Ottobre del 1917 e con la nascita dell’Armata rossa.
I rivoluzionari, intenzionati a modernizzare drasticamente l’esercito inefficiente degli Zar, si accorsero che alle nuove tecnologie (che avevano invaso la scena della I Guerra Mondiale) mancavano dottrine di utilizzo che ne rilasciassero il vero potenziale. Per carri armati ed aeroplani nacque l’ “Operazione profonda”, per le nuove tecnologie di comunicazione e l’intelligence la “maskirovka”.
Sviluppi teorici di importanza fondamentale per la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella II guerra mondiale.
Si tratta di una strategia complessa che opera su diversi piani (economico, politico, sociale e soprattutto militare) e agisce in più fasi diverse ma estremamente collegate:
Chi abbia seguito il conflitto con attenzione può riconoscere queste tecniche in molte delle azioni intraprese sia dagli ucraini che dai russi: spesso anche dietro i momenti più importanti della guerra.
In generale la “maskirovka” è qualcosa che va tenuto in mente quando si sente parlare di nuove offensive o quando si decreta che una parte o l’altra si appresta a vincere il conflitto, chissà che non si tratti dell’ennesimo inganno…
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