
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Crotone per omaggiare le vittime di Steccato di Cutro, località balneare in Calabria, dove domenica sera è avvenuto il naufragio di un’imbarcazione che trasportava circa un centinaio di migranti afgani, partiti dalle coste della Turchia per sfuggire dal regime talebano. Le bare, in numero di 67, sono allineate nel PalaMilone, palazzetto dello sport della città ionica, in attesa dei funerali che saranno celebrati dall’arcivescovo di Crotone mons. Angelo Raffaele Panzetta e dall’Imam di Cutro Achik. All’appello mancano ancora decine di uomini e donne ancora prigionieri nelle acque del mareo.
Sul parquet della struttura sportiva, tra le altre sono allineate 6 bare bianche, senza nome, che contengono il corpo dei bambini che hanno perso la vita nella tragedia. Il presidente della Repubblica si è trattenuto in raccoglimento mentre dalla folla assiepata arrivava un grido: «Presidente, vogliamo giustizia e verità». Mattarella si è trattenuto circa mezz’ora nella camera ardente dove ha accolto alcuni parenti delle vittime giunti in Calabria per dare l’ultimo saluto ai loro cari. Da loro la richiesta al presidente di riportare in patria le salme e di prestare aiuto ai sopravvissuti ricoverati nell’ospedale di Crotone. Il Capo dello Stato ha assicurato la sua vicinanza ed il suo impegno. Mattarella ha visitato nell’ospedale di Crotone i superstiti, tra cui molti bambini, portando loro dei regali.
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