Il presidente del consiglio Matteo Renzi si è dimesso all’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre. A mezzanotte. Alla stessa ora in cui Cenerentola perse la scarpina. In quel caso il principe azzurro, con la calzatura in mano, avviò una consultazione con tutto il popolo del reame per ritrovare il piede spoglio e risalire a quegli occhi turchese e vivere tutti i giorni felici e contenti.
Sergio Mattarella è il nostro principe azzurro. Ha i capelli bianchi, occhiali come i fari di una 128 FIAT degli anni 70, una cifosi senile, una camminatura incerta, un sorriso abbozzato che non ti riesci a capacitare che possa diventare una risata ed è il nostro principe azzurro.
Il leggiadro piedino è un nuovo sistema di elezione dei due rami del Parlamento italiano, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, che ci faccia ritrovare lo sguardo efficiente ed efficace di un sistema politico costituzionale che garantisca sicurezza sociale e benessere economico ai cittadini, non la felicità anche se il filosofo inglese Locke, distinguendola da quella eterna, speculò sul dovere di ogni governo di perseguirla tanto che 100 anni dopo, il 4 luglio 1776, la ricerca della felicità fu riportata nella vigente dichiarazione d’indipendenza delle colonie americane formulata a Filadelfia da Thomas Jefferson, Benjamin Franklin ed altri intellettuali: “A tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità”. Per questo motivo, e non altro, gli americani sono felici.
La definizione di un nuovo sistema elettorale è necessaria per queste schematiche considerazioni:
Anche l’accordo di gennaio con il cavaliere aveva un nome, il “patto del nazareno” fondante su tre temi + 1:
La Corte costituzionale aveva anticipato il pronunciamento di illegittimità costituzionale del Porcellum con un comunicato del 4 dicembre 2013 (certo che è curioso questo 4 dicembre) ed introduceva un ulteriore elemento di crisi del sistema (non si può non avere una legge elettorale) rispetto ai primi due del 2013:
A questo punto tutto cambia. Matteo Renzi nel doppio ruolo di segretario nazionale del PD – aveva vinto le primarie a novembre 2013 contro Civati e Cuperlo, che diventa presidente ma poi si dimette perché non condivide la linea del partito – e di presidente del consiglio – al posto di Enrico Letta nella famosa staffetta di san valentino ma vi posso assicurare che innamorati non erano e poco ci mancava che finiva a campanellate nel passaggio di consegna – presenta l’Italicum, previo patto del nazareno, alla Camera dei Deputati in un testo, che poi sarà modificato ma non per gli aspetti che sono critici, che l’approva il 12 marzo e lo trasmette al Senato. La legge viene approvata definitivamente il 4 maggio 2015 con il governo che pone la questione di fiducia – o si approva o si va a casa – destabilizzando il PD, cosa che ha probabilmente pagato con l esito referendario, ed infuocato il rapporto con le opposizioni:
La versione definitiva dell’Italicum ha questi punti fondamentali
Fino a qui abbiamo capito cinque cose, cinque come le dita di una mano che fa ciao:
Insomma in attesa del 24 gennaio – la data in cui la Corte deciderà sull’Italicum, il nostro principe azzurro nonché capo dello Stato deve trovare un sistema per eleggere il prossimo parlamento italiano che scade nel 2018. Ma Mattarella come tutti i principi azzurri è anche l’uomo del destino. Perché? Tante coincidenze.
La prima. Il relatore, cui diede il nome Mattarellum, della riforma elettorale, attuata in seguito al referendum del 18 aprile 1993, che ha governo le elezioni politiche italiane del 1994, 1996 e 2001. Riforma importante perché consacrò la nascita della cd seconda repubblica introducendo un sistema misto, collegi uninominali e soglie di sbarramento. La legge sostituì il sistema proporzionale in vigore dal 1946 (Assemblea costituente) ed è rimasta in vigore fino al 2005 quando venne sostituita dal Porcellum (legge Calderoli).
La seconda coincidenza: Sergio Mattarella era uno dei componenti della Corte Costituzionale che dichiarò alcune illegittimità del Porcellum.
Il destino è confermato con l’ultima. Sarà lui il presidente della Repubblica che archivierà l’Italicum o sarà, sempre lui, che darà mandato per la formazione di un governo di scopo per fare una nuova legge elettorale.
Dobbiamo comunque registrare un’altra anomalia di questo confuso meccanismo – adesso non per dire ma prodotto da un governo che aveva il mandato di semplificare la vita dei cittadini, sburocratizzare e snellire le attività istituzionali – il vaglio preliminare da parte della Corte Costituzionale, richiesto per il timore che, come per il porcellum, si facessero le elezioni con norme successivamente cassate. Ma. C’è un ma. E lo spiega Ugo De Siervo, presidente emerito della corte,: “La consulta può intervenire solo se una norma ha danneggiato le persone: l’Italicum non è stato ancora approvato”. Non mi viene il latino ma …. minchiam ci sta bene come onomatopeica.
Possiamo però schematizzare le questioni che devono essere affrontate e che caratterizzeranno il dibattito di questi giorni ma di tutta la restante legislatura, che si voti nel 2017 o 2018.
Il sistema elettorale è l insieme delle regole che trasformano le opinioni in voto – prima fase – ed i voti in autorita – parlamentari, consiglieri regionali e comunali, sindaci, etc – ed [ determinato dalle forze politiche presenti nella comunita e nelle istituzioni. A secondo del tipo di societ’ politica i sistemi scelti possono essere di tipo maggioritario, proporzionale o misto, quest-ultimo ideato per ovviare ai difetti che presentano gli altri due sistemi.
In questo momento, assenza di un governo ed una maggioranza coesa e con una probabile e temuta cancellazione delle regole elettorali da parte della Corte Costituzionale, ogni forza politica proporra o accettera riforme elettorali che gli convengono. Quali possono essere le posizioni
Oggi rispetto al bipolarismo imperfetto della prima repubblica – presenza di due grandi partiti di massa come la DC e il PCI – funzionante con un sistema proporzionale dove vi erano molti voti di appartenenza rispetto a quelli di opinione e al bipolarismo perfetto della seconda repubblica con un aumento del voto di opinione rispetto a quello di appartenenza e per questo funzionante con un sistema misto – maggioritario con elementi di proporzionale – in un’Italia, divisa in 3-4 blocchi di medie dimensioni (PD, M5S, Lega Nord e Forza Italia), per formare una valida maggioranza parlamentare occorre un adeguato sistema elettorale che tenga conto della predisposizione delle forze politiche a fare accordi prima – allora va bene il maggioritario – o dopo le elezioni.
E la matrigna? Non si sa! Minchium!
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