
Valorizzare, riscoprire e restituire alla collettività. Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano da 50 anni – anniversario che ricorre quest’anno – si impegna per tutelare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Una missione per la storia del nostro Paese, con l’obiettivo di riportare alla luce le meraviglie culturali ed ambientali ampiamente disseminate sul territorio e talvolta celate agli occhi della cittadinanza.
Tesori nascosti che attendono di essere riscoperti. Nelle Giornate FAI di Autunno e di Primavera, i due grandi eventi per la fondazione, il FAI apre le porte, a migliaia di visitatori, di luoghi e siti normalmente inaccessibili oppure poco conosciuti e valorizzati. 400 città che accolgono in 750 luoghi speciali oltre 400mila visitatori: numeri registrati per la 33esima edizione delle Giornate FAI di Primavera di marzo 2025.
Bilancio estremamente positivo anche per la Campania, che nei due giorni del 22 e 23 marzo, ha accolto più di 14mila visitatori. «Il Mausoleo Schilizzi a Posillipo è stato il secondo sito più visitato in Italia con 3700 visitatori», spiega il Capo Delegazione di Napoli, Francesco Carignani di Novoli, ai microfoni di Magazine Informare. «Ottimi numeri in Campania anche per lo Stabilimento Militare Produzione Cordami e la Fincantieri a Castellammare Di Stabia, così come la Banca d’Italia a Napoli ed il Faro di Miseno».
Nel capoluogo campano i siti riaperti al pubblico sono stati appunto il Mausoleo Schilizzi, la Banca d’Italia, i Giardini di Palazzo D’Avalos del Vasto e Villa Rosebery con il parco e la palazzina borbonica. «Villa Rosebery è l’unico sito delle Giornate FAI in tutta Italia che è disponibile solo su prenotazione, chiaramente per motivi di sicurezza legati al Quirinale. In pochissimi giorni è sempre sold-out, perché c’è grande curiosità verso la residenza del Presidente della Repubblica». A rendere questo sito ancora più speciale, il parco estremamente curato, gli edifici straordinari con al loro interno un arredo affascinante ed il suo affaccio diretto sul mare. «Quest’anno abbiamo avuto una novità, grazie all’iniziativa portata avanti dal gruppo FAI Ponte tra Culture, ovvero gli stranieri residenti a Napoli. Abbiamo realizzato due visite in lingua straniera: una in ucraino ed una in francese, entrambe andate sold-out. È stato un qualcosa di molto importante per noi e che la Presidenza della Repubblica ha sposato da subito con grande entusiasmo».
Situato nel cuore di Posillipo e chiuso ormai da 12 anni, il Mausoleo Schilizzi rappresenta un esempio di architettura neoegiziana italiana. «I lavori al Mausoleo iniziarono nel 1881 e terminarono nel 1889 con il monumento non finito: ripresero dal 1923 al 1929 quando venne poi deciso di trasformarlo in sacrario per i caduti della Prima, della Seconda Guerra Mondiale e delle Quattro Giornate di Napoli».
Un patrimonio per il territorio napoletano che attraverso la sua storia proietta nella Napoli dell’800. «Il colera, il risanamento, i rapporti con le personalità dell’epoca, come Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, ma anche la storia di questo monumento fino ai giorni nostri». Il tutto è racchiuso all’interno di un progetto, scritto e prodotto da Francesco Carignani. Si tratta del documentario “Schilizzi e la grande meraviglia”, che è possibile trovare anche su YouTube e che racconta la storia di Matteo Schilizzi intrecciata con un approfondimento sulla vita a Napoli in quel determinato periodo storico.
Dal 2010 il parco ed il Mausoleo iniziano ad essere sempre meno accessibili al pubblico, fino alla definitiva dichiarazione di inagibilità e dunque la chiusura. «La pubblica amministrazione ci ha tenuto tantissimo alla riapertura di questo luogo: speriamo che questo possa avviare un processo di rivalorizzazione. Sono sicuro che sia un primo passo: le persone hanno conosciuto e si sono ricordate di questo monumento straordinario ed ora è difficile tornare indietro. La mia impressione è che il Comune punti a riaprire il parco in breve e che si stia muovendo anche per reperire le risorse necessarie al restauro e quindi rendere il Mausoleo fruibile al pubblico il prima possibile. Il progetto di restauro, che è già pronto, prevede una passeggiata sui tetti del Mausoleo su delle passerelle con una vista unica al mondo. Sono sicurissimo che diventerà uno dei siti più visitati a Napoli».
Fondamentale per raggiungere risultati per il FAI è la sinergia con le varie amministrazioni dei territori. «Si lavora in forte rete con tutte le amministrazioni locali, ma devo dire che negli ultimi anni questo avviene in particolar modo con il Comune di Napoli. Abbiamo stipulato anche un Protocollo d’Intesa che prevede varie aperture e determinati eventi: l’apertura stessa del Mausoleo è stata possibile anche grazie a quest’ultimo. Adesso stiamo preparando un evento per i 2500 anni di Napoli».
La missione del FAI passa attraverso la dedizione dei suoi volontari. «Il nostro impegno mira a far conoscere e valorizzare il nostro territorio. Sono stati coinvolti centinaia e centinaia di volontari in tutta la Campania e migliaia in tutta Italia. Vedere la felicità, la sorpresa e lo stupore di tutte le persone che vedono per la prima volta un sito, è ciò che ci appaga». Al fianco dei volontari, però, ci sono anche gli Apprendisti Ciceroni: oltre 50.000 studenti ogni anno che hanno l’occasione di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio culturale del proprio territorio. «La risposta dei giovani è sempre molto bella. È un’attività che li responsabilizza: percepiscono che stanno facendo qualcosa di importante per il loro territorio. È bello vederli presi da queste due giornate: emozionati, ma anche gratificati dalle persone che vengono e che rivolgono loro sinceri complimenti».
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