
L’equità di genere in casa è oggi un tema molto sensibile che non sempre riesce a concretizzarsi. Sdoganare un vecchio retaggio che vede la donna come quella addetta alle faccende domestiche, è un compito duro soprattutto nelle realtà del sud o dei piccoli paesini in cui forte è purtroppo lo stampo patriarcale. Eppure la Spagna tenta di risolvere o quantomeno aiutare a risolvere il problema, nasce l’applicazione “Me Toca“.
È disponibile dallo scorso settembre su tutte le piattaforme l’applicazione “Me Toca”, una nuova iniziativa tutta spagnola nata con l’obiettivo di facilitare la realizzazione di un’equità di genere all’interno delle mura domestiche.
Un progetto da circa 211.000 euro annunciato dalla sottosegretaria di Stato del Ministero dell’Uguaglianza Angela Rodriguez. Secondo la sottosegretaria, il principale motore dell’iniziativa sono le statistiche, prova di come «le donne dedicano molto più tempo alle faccende domestiche rispetto agli uomini. Pensiamo che questo sia un esercizio che potrebbe essere utilizzato a casa per condividere le faccende perché la divisione di questi compiti a volte è iniqua».
E non è certo un qualcosa di nuovo, anche numeri non solo europei ma anche nazionali mostrano infatti quanto radicata nella società sia l’idea che spetti alle donne occuparsi della casa e della famiglia.
Ecco dunque l’idea di creare un’app ad hoc per «ridistribuzione del tempo e dei compiti, per combattere la disuguaglianza nell’uso del tempo» secondo le parole della ministra Irene Montero. Una modalità tanto semplice quanto efficace per permettere alle donne di non dover più scegliere tra l’essere madri, mogli e l’essere lavoratrici, donne emancipate dal punto di vista personale e soprattutto professionale. Un’app per interrompere finalmente la tradizione che attribuisce alla donna il “dovere” di essere lei a dover fare rinunce per dedicarsi alla casa.
Come già anticipato, l’ulteriore punto a favore di questa nuova applicazione sta proprio nella sua semplicità. Il primo step dell’app è creare la propria “unità familiare di convivenza” con il numero di persone appartenenti al nucleo. A quel punto poi, ciascun utente registra il tipo di attività svolta ed il tempo per svolgerla, pensiamo banalmente al lavare i piatti, portare il cane a spasso, fare la lavatrice.
L’applicazione provvederà poi, dopo aver elaborato i vari input, a mostrarne le statistiche evidenziando i vari squilibri nella ripartizione dei compiti in casa. In questo modo, la famiglia potrà lavorare su questi punti critici riequilibrando il ruolo di ognuno all’interno delle quattro mura domestiche.
Un sistema dunque efficace non solo per mettere alla luce dunque questo gender gap sia ancora forte, ma anche per permettere a ciascuna famiglia di aprire gli occhi sul tema e lavorare autonomamente per provare a risolverlo tutti assieme. Parola d’ordine, collaborazione in tutto e per tutto.
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