
L’assassinio di Mena Morlando, avvenuto il 17 dicembre del 1980, è una delle pagine più tristi che hanno segnato la storia di Giugliano in Campania e della guerra tra Nuova Famiglia e Nuova Camorra Organizzata. A 45 anni dal tragico evento la questione è più chiara che mai, ad uccidere Mena è stata la viltà degli “uomini d’onore”.
Il 17 dicembre di 45 anni fa Mena Morlando, insegnante venticinquenne, si trovava per strada nella centralissima via Monte Sion di Giugliano, nel pieno dell’atmosfera natalizia. Il caso volle che quella sera si trovasse nello stesso luogo il boss emergente del clan dei casalesi, Francesco Bidognetti, obbligato alla permanenza a Giugliano. A morire quel giorno doveva essere proprio Bidognetti, inseguito da due sicari della Nuova Camorra Organizzata di Cutolo. L'”uomo d’onore” Bidognetti afferra Mena e la usa come scudo umano. Due colpi freddano la giovane insegnante mentre il boss rimane illeso.
La morte di Mena Morlando non è stata inizialmente riconosciuta come omicidio di camorra. Per trent’anni Mena è stata uccisa per motivi passionali, e la vicenda non ha ancora avuto risvolti giudiziari. L’omicidio è tornato a far parlare di sé grazie al libro “Solo per giustizia”, pubblicato nel 2008 da Raffaele Cantone che conferma la matrice camorristica dietro l’omicidio di Mena: «L’unica sua colpa era stata quella di essere uscita di casa nel momento sbagliato.
Presumibilmente qualcuno se ne era fatto scudo durante un agguato contro un delinquente in soggiorno obbligato a Giugliano. A morire invece fu lei. L’obiettivo dei killer la fece franca e più tardi sarebbe diventato uno dei capi del clan dei Casalesi: Francesco Bidognetti, detto “Cicciott’ ‘e mezzanotte”. Il caso dell’omicidio di quella ragazza malgrado numerose indagini non ha mai avuto soluzione giudiziaria. E lentamente il suo ricordo si è sbiadito. I suoi genitori ne sono morti entrambi di crepacuore. Ma nessuna autorità si è mai preoccupata di ricordarla come meritava, e la sua bellezza fresca e il suo sorriso pulito riaffiorano soltanto nei ricordi amari dei suoi amici e familiari».
Mena Morlando è stata negli anni riconosciuta come vittima innocente di camorra dal Ministero degli Interni. A Giugliano le sono stati dedicati la sede di Libera, una strada nei pressi di via Monte Sion e il I Circolo didattico, in piazza Gramsci: si tratta della scuola più antica della città, nonché quella dove la giovane insegnava.
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