
“Dal 2027 il trasporto su ferro a Napoli farà il salto di qualità definitivo, con l’apertura della stazione Di Vittorio. L’auspicio è di riuscire ad attivare l’opera in tempo per la Coppa America”. Sono queste le parole con le quali ha esordito il presidente di Eav Umberto De Gregorio, il quale non ha mancato di fare un punto della situazione sulla metro partenopea, rivolgendo la propria attenzione in particolare alle stazioni comprese nella tratta Piscinola-Di Vittorio.
Proseguendo nel suo intervento, De Gregorio ha dunque tracciato una mappa aggiornata dello stato di avanzamento dei cantieri, evidenziando come l’intero asse situato a nord della città rappresenti uno snodo strategico non soltanto per la mobilità urbana, ma anche per i collegamenti con l’area metropolitana e con la provincia. L’apertura della stazione Di Vittorio è così indicata come l’elemento destinato a ultimare un disegno infrastrutturale atteso ormai da anni, capace di ridisegnare i flussi di traffico su ferro alleggerendo la pressione sul trasporto su gomma.
Il cronoprogramma illustrato dal numero uno di Eav evidenzia tuttavia un andamento differenziato dei lavori. Se alcuni terminal risultano infatti ormai prossimi al completamento entro quest’anno, per altri gli interventi richiederanno tempistiche molto più estese. In particolare, proprio la stazione Di Vittorio – pur considerata prioritaria – sconta una grande complessità tecnica e realizzativa che ne posticipa inevitabilmente l’entrata in esercizio rispetto ad altre fermate della medesima direttrice. Nel quadro generale rientrano tre nuovi terminal destinati a rafforzare la funzionalità della linea e a migliorare l’interscambio con altri sistemi di trasporto. Strutture pensate non solo come punti di salita e discesa, ma come veri e propri hub di connessione urbana, dotati di servizi, parcheggi e collegamenti con la rete su gomma.
Il presidente Eav ha inoltre rimarcato come la tratta Piscinola-Di Vittorio assuma un valore simbolico oltre che operativo. Si tratta del resto di un corridoio che attraversa aree densamente abitate e storicamente penalizzate sotto il profilo infrastrutturale. L’estensione e il potenziamento della linea ferroviaria vengono quindi letti anche come leve di riequilibrio territoriale, capace di generare notevoli benefici economici e sociali, oltre che ambientali. Non è mancato un passaggio sulle criticità che accompagnano opere di tale portata. De Gregorio ha fatto riferimento, a tal proposito, alle difficoltà legate alle procedure autorizzative, agli adeguamenti progettuali e alla necessità di coordinare interventi che insistono su aree urbane complesse. Ostacoli che, pur incidendo sui tempi, non metterebbero in discussione – secondo quanto dichiarato – la volontà di portare a compimento l’intero programma.
Ma non è tutto. A giocare un ruolo chiave nell’ambito dell’esecuzione dei lavori è anche la prospettiva di concludere gli interventi per un’infrastruttura rafforzata in tempo per il tanto atteso appuntamento con la Coppa America rappresenta, nelle parole del presidente, uno stimolo ulteriore a schiacciare il piede sull’acceleratore durante le fasi finali dei lavori. Un banco di prova non soltanto logistico, ma anche d’immagine, per una città che mira a imporsi sulla scena nazionale e internazionale con un sistema di mobilità più moderno ed efficiente.
Sul piano tecnico, l’avanzamento dei cantieri procede per lotti funzionali, così da consentire aperture progressive. Questa modalità operativa dovrebbe permettere di mettere in esercizio alcune tratte prima del completamento integrale dell’opera, garantendo così benefici anticipati all’utenza. Una strategia che mira a contemperare le esigenze dei viaggiatori con i tempi inevitabilmente lunghi delle grandi infrastrutture.
Ancora, nel suo intervento De Gregorio ha richiamato il tema dell’interoperabilità con le altre linee regionali gestite da Eav, sottolineando come il potenziamento della rete napoletana si ascriva in una visione più ampia di mobilità campana. L’idea è quella di costruire un sistema sempre più interconnesso, capace di collegare periferie, centri urbani e poli produttivi attraverso un’offerta di trasporto capillare. Lo sguardo resta dunque proiettato al medio periodo. Il 2026 viene indicato come l’anno chiave per la consegna di alcune infrastrutture decisive, mentre il 2027 dovrebbe segnare – con l’inaugurazione della stazione Di Vittorio – il completamento simbolico del salto di qualità evocato dal presidente.
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