
È sempre necessario ascoltare il proprio corpo e la propria coscienza. Come fondatore e presidente dell’Associazione Officina Volturno sono certo che parlino le azioni compiute in circa 25 anni di attività. Il periodico Informare, una delle principali attività dell’Associazione, è una realtà conclamata e riconosciuta a livello nazionale. Chi ha avuto la sensibilità e un po’ di tempo per incontrare i tanti giornalisti della redazione di Informare, si rende immediatamente conto della libertà e della professionalità di questi ragazzi.
Chiunque provi a delegittimare questa realtà è in cattiva fede e qualcuno, non avendo argomentazioni di confronto, cultura istituzionale, con un collaudato sistema infamante, vilmente si nasconde dietro figuri che la storia sociale e politica ha ampiamente condannato e definito “impresentabili”. Per chi è impegnato in prima linea, importante è fare dei distinguo e occorre schierarsi apertamente, gridandolo ad alta voce, di essere contro ogni tipo di mentalità mafiosa e dimostrando concretamente di essere al fianco delle istituzioni e testimoniando la legalità.

Qualcuno mi accusa di essere di parte, è una vecchia e ridicola storia che purtroppo si ripete, quando racconti la verità, diventi scomodo a tutti, sia di sinistra sia di destra. Ho raggiunto un’età che rimango distante anni luce da qualsiasi appartenenza partitica, sono libero e orfano della buona politica. I miei riferimenti restano gli UOMINI, coloro che realmente intendono la politica come servizio. Inutile cercare negli anfratti oscuri, non troverete nulla se non impegno e ideali di gioventù. A tutti coloro che criticano e ci contrastano, ricordo… che tutto ciò che faccio è in autogestione e senza un centesimo pubblico, chiedo unicamente: ma VOI, socialmente, senza i soldi delle cariche pubbliche, cosa avete mai fatto o costruito per potervi almeno paragonare?
Il mio corpo mi suggerisce che è ora di abbandonare definitivamente qualsiasi rischio di polemica strumentale, pertanto, ho la necessità, per essere ancora più impegnato nel sociale, di divenire “a-social”. Sembra una contraddizione, ma è necessario: anche i silenzi ormai rischiano di essere interpretati e manipolati da tante persone che non hanno lo scopo di costruire, ma solo di distruggere. A questo gioco non ci sto più, pertanto, è arrivato il momento di defilarmi dai commenti virtuali.

Lo spirito di accoglienza, che ha da sempre mosso la mia coscienza, mi impone di rafforzare l’impegno a tenere sempre più aperte le porte dell’Associazione. Non è mai abbastanza e non sarà mai abbastanza ciò che facciamo per i nostri giovani. C’è bisogno di garantire spazi di aggregazione nei quali poter diffondere e condividere valori. Ecco perché la mia mission rivolta ai ragazzi continuerà sempre con l’impegno dell’Associazione Officina Volturno.
La rapida crescita del giornale Informare a volte può aver messo in secondo piano le attività dell’associazione, ma tengo a ribadire che lo spirito associativo di fondo è la reale forza della nostra squadra. Attività come l’armadio solidale, il bookcrossing con la biblioteca sociale e la distribuzione di derrate alimentari, sono solo una parte di una storia di 23 anni fatta per far del bene al prossimo ed in “silenzio”. Precisato ciò, ritengo che sia giunto il momento di fare un passo di lato, proprio per rafforzare l’autonomia della redazione di Informare.

In conclusione, siamo in piena estate 2025. Il caldo avvolge tutto e la realtà si srotola davanti ai nostri occhi con sfumature grottesche, drammatiche e sempre più insensate. È impossibile, in poche righe, restituire un quadro d’insieme di ciò che accade nel mondo. Echi di guerre ci attanagliano. A pagarne il prezzo sono sempre i più deboli. Atrocità senza giustificazioni che si consumano nella distrazione generale, mentre una comunicazione piegata al potere e una politica mediocre osservano in silenzio. I potenti del mondo continuano a giocare alla guerra, ignorando quelle stesse regole internazionali che avevano sottoscritto. E quando tutto questo appare incomprensibile ai cittadini comuni, la risposta è semplice: non sono impazziti, stanno solo difendendo sporchi interessi economici, spartendosi il futuro globale.
Il mio primo impegno immediato, pertanto, è continuare a garantire un luogo di accoglienza e libertà presso l’Associazione Officina Volturno, certo che anche i nuovi arrivati si sentiranno protetti e guidati con l’esempio quotidiano, ma anche pronti a maturare le proprie idee per affrontare con convinzione le prossime sfide future, personali e sociali. Con forza e determinazione difenderemo i diritti civili di tutti, senza mai dimenticare che tutti insieme, come società civile, siamo chiamati anche a difendere i diritti sociali, sempre più precari.
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