
In scena al Teatro Mercadante di Napoli, dal 19 al 30 aprile 2023, lo spettacolo “Misericordia” scritto e diretto da Emma Dante e con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi e Simone Zambelli, luci di Cristian Zucaro, assistente di produzione Daniela Gusmano, tecnico in tournée Alice Colla, coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, per la produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria.
Come ogni spettacolo di Emma Dante che si rispetti, anche in “Misericordia” si nota questo misto tra favola e realtà, tra sacro e profano, mescolato con lo splendido dialetto siciliano, in una rappresentazione fatta di gesti, movimenti, che segnano il tempo e scandiscono lo spettacolo.
La storia narra di tre puttane ed un ragazzo menomato che vivono in un monolocale: le donne, di giorno lavorano a maglia e di notte si prostituiscono. Da anni si occupano di Arturo: il giovane ragazzo menomato, venuto alla luce dopo una storia molto travagliata. Sua madre, Lucia, compagna delle tre donne, muore due ore dopo averlo dato alla luce, a causa delle violenze che subiva da Geppetto, il padre del giovane.
Impressionante l’interpretazione di Simone Zambelli che, nei panni di Arturo, non sta mai fermo. Si muove sul palcoscenico con leggiadria, con movimenti descrittivi, senza aver bisogno dell’uso della parola, tranne di una, quella finale, la più bella: mamma.
Eccellente, inoltre, l’interpretazione delle tre attrici in scena: Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco e Leonarda Saffi che si trasformano sul palcoscenico senza veli e con energia e passionalità amano, raccontano e vivono la storia in un modo singolare.

Perché i sentimenti dei testi e delle regie di Emma Dante sono senza tempo, si evolvono e lasciano segni profondi, tessono storie miste tra miti e realtà che elevano ancora di più l’animo. Non c’è un grande uso della parola: è la gestualità a fare da padrona. La quotidianità che si fonde al mito e diventa preziosa, unica, speciale.
E questo mix può essere crudele, a volte sadico, a volte crudo, ma spinge lo spettatore a guardare oltre e a provare “quel qualcosa in più”, che solo gli spettacoli di Emma Dante possono donare. Quel qualcosa in più che è intrinseco nel suo modo unico di fare regia, mescolando dialetto, realtà e mitologia.
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