
Torna in teatro, al Bellini di Napoli, lo spettacolo “Misery” tratto dal romanzo di Stephen King, vincitore del Premio Bram Stoker, libro reso noto al grande pubblico dal film “Misery non deve morire” che arriva al cinema nel 1990.
Lo spettacolo proposto dal Bellini è diretto da Filippo Dini. In scena nei due atti, nei panni del protagonista maschile c’è Aldo Ottobrino, mentre Arianna Scommegna recita nel ruolo dell’infermiera psicopatica Annie Wilkes, e Carlo Orlando ricopre il ruolo dello sceriffo e più tardi a fine pièce, di un brillante intervistatore da talk show. Le musiche sono di Arturo Annecchino, scene e costumi di Laura Benzi, le luci, quasi caravaggesche sono di Pasquale Mari, che vince con questo spettacolo il Premio Ubu 2021, il trucco è di Cinzia Costantino, la traduzione dei testi di Francesco Bianchi.

La storia è quella di uno scrittore di romanzi che possiamo definire mainstream. Sono letture molto popolari, diffuse su larghe fasce di pubblico, tanto da rendere chi scrive un vero e proprio divo, acclamato dal suo pubblico, adorato fino al fanatismo, quasi prigioniero. Lo scrittore Paul Sheldon finisce così nelle mani di un’ammiratrice psicopatica- la sua ammiratrice numero uno– a seguito di un incidente in montagna nel Mein. La sua salvatrice diventerà presto la sua più crudele carceriera, e il racconto si trasformerà improvvisamente in un triller, con scene surreali e a tratti pulp, dove la creazione della scrittura si intreccia al sogno di una lettrice innamorata del suo divo.
“Tu non sai la paura di perdere un uomo come te quando si è come me.”
Annie Wilkes
La stesura del romanzo si muove dal 23 settembre 1984 al 7 ottobre 1986, e lo scritto vedrà la luce nel 1987.
Trasportato sul nastro cinematografico nel 1990, con la regia dell’americano Rob Reiner, al secolo Robert Norman Reiner, vedrà James Caan come protagonista nel ruolo dello scrittore, e Kathy Bates quale superba interprete dell’infermiera Annie Wilkes, tanto da meritare l’Oscar e il Golden Globe come migliore attrice.

Il dramma nasce dalla scelta dello scrittore di dedicarsi dopo 8 libri sul personaggio di Misery ad un altro tipo di narrazione, più elevata, una sorta di riscatto dal personaggio creato. Scelta poco e male accettata da Annie, sua fan numero uno, che per questo motivo lo imprigiona in casa sua, finge di curarlo ma nella sostanza lo costringe ad una nuova scrittura più in linea con la storia precedente, perchè Misery non deve morire.
Io voglio solo sapere come va a finire
Annie Wilkes
Annie Wilkes vive quasi nei romanzi di Paul Sheldon, se ne nutre, li fa suoi, vuole partecipare alla scrittura. Il palco ruotante mostra gli ambienti della casa di montagna di Annie, i luoghi nei quali il dramma si consuma. La macchina da scrivere compare sulla scena, nella stanza luminosa ma claustrofobica della prigionia, strumento di creazione, di rinascita di Misery, ma che diviene anche arma fatale per Annie…

Lo spettacolo, che ha registrato una prima il 7 novembre con successo di pubblico, sarà in scena al Teatro Bellini fino al 12 novembre.
ph. Mina Grasso
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