
È stato liberato domenica mattina, Mohammad Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano che era stato arrestato per l’estradizione lo scorso 16 dicembre a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti. Abedini era accusato di essere un trafficante d’armi. Da quanto si è appreso, non appena arrivata la richiesta di revoca della misura cautelare firmata dal Ministro Nordio, si è riunito d’urgenza un collegio della quinta Corte d’Appello che ha rimesso in libertà l’ingegnere 38enne che poco dopo decollato per Teheran.
«Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri, ha annunciato il rilascio del signor Mohammad Abedini Najafabadi, un cittadino iraniano detenuto in Italia, ed il suo ritorno in patria». Lo ha fatto sapere il ministero in una nota.
Mohammad Abedini Najafabad è il fondatore capo di un’azienda iraniana (la SADRA) che secondo le accuse della procura di Boston produce sistemi di navigazione (noti come SEPEHR) installati nei droni militari a lungo raggio usati dalle Guardie rivoluzionarie, la più importante forza militare dell’Iran. Gli Stati Uniti considerano le Guardie rivoluzionarie un gruppo terroristico, mentre l’Italia e l’Unione Europea no.
Secondo l’atto di accusa della procura statunitense, tra i droni che contengono il sistema di navigazione prodotto da SDRA ci sarebbero anche gli Shahed. Questi ultimi furono usati in un attacco lo scorso 28 gennaio contro una base militare americana in Giordania, in cui erano stati uccisi tre soldati statunitensi. L’attacco coi droni alla base era stato uno dei più gravi subiti dall’esercito statunitense in Medio Oriente dopo il 7 ottobre 2023.
Per questo gli Stati Uniti avevano accusato Abedini di aver fornito sostegno materiale a un’organizzazione terroristica (le Guardie rivoluzionarie) che aveva compiuto un attacco in cui erano morti soldati americani.
È sempre più chiaro come l’arresto di Cecilia Sala sia servito solo per avere un ostaggio, per l’Iran, da scambiare con Abedini.
Per liberare Abedini era necessario un intervento di Nordio. Secondo la legge italiana infatti il ministro della Giustizia può intervenire chiedendo la revoca delle misure cautelari imposte a una persona in attesa di estradizione (per Abedini l’avevano chiesta gli Stati Uniti). La motivazione ufficiale data da Nordio per la richiesta è che Abedini è accusato di reati che non sono presenti nel codice penale italiano, mentre per accordare l’estradizione il reato contestato deve essere contemplato da entrambi i paesi.
La sfortuna di Sala non è stata quella di essere solo una giornalista, ma italiana che si trovava lì in quanto tale. All’Iran serviva un ostaggio per aprire una trattativa sull’ingegnere fermato a Malpensa. A questo da punto rimane da chiederci se non siano a rischio tutti i cittadini che provengono da paesi in grado di pagare riscatti.
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