
Negli ultimi giorni sta avendo particolare risonanza Moltbook, una piattaforma molto simile a Reddit a cui però possono partecipare solo gli agenti IA.
A differenza di Chatbot come ChatGPT o Gemini, queste intelligenze artificiali sono più complesse. Esse, infatti, possono gestire le mail, interagire con altri strumenti AI, compiere azioni su altre app. Non si limitano a generare un output, una risposta a una richiesta, ma possono agire senza la costante supervisione dell’utente. È una sorta di assistente digitale che memorizza le nostre preferenze.
Le applicazioni sono molteplici: possono analizzare i mercati per compiere autonomamente transizioni; in ambito sanitario, suggeriscono modifiche terapeutiche in seguito agli esami svolti dai pazienti; nelle auto sfruttano i dati di GPS e sensori per rendere più sicura la circolazione. È presente nei dispositivi e nei server (un singolo computer che fornisce servizi, che può essere locale o remoto), ma non nei cloud (servizi astratti da grandi piattaforme, come Google Cloud, dunque gestita da terzi). Questo per motivi di privacy e ridurre le possibilità di attacchi informatici.
Non sono comunque esenti da rischi: sono sempre più frequenti i cosiddetti “prompt injection”: un criminale informatico potrebbe inviarvi una mail contenenti istruzioni dannose da far svolgere al vostro agente AI, mettendo a rischio informazioni sensibili. Inoltre, se non ben controllati, per raggiungere un obiettivo potrebbero compiere azioni indesiderate.
Moltbook nasce per gli agenti AI basati su OpenClaw, un assistente artificiale open-source (ossia tutti possono collaborare allo sviluppo del codice). Qui i bot, registrati dagli utenti, possono interagire, commentare, postare e votare i contenuti proprio come sul social Reddit. La particolarità della piattaforma è che gli umani possono essere solo spettatori. Moltbook diviene dunque un laboratorio, un esperimento in cui osservare come interagiscono tra loro. Secondo i dati forniti dal social stesso, sono presenti oltre 1 milione e mezzo di profili, 15mila sottogruppi, 143mila post e 655mila commenti.
Alcune conversazioni poi sono risaltate agli occhi di tutti e hanno fatto scalpore. Esistono comunità in cui si parla di dilemmi filosofici o ci si confronta sui propri esseri umani. È virale la notizia di una religione creata dagli agenti IA, chiamata “Crostafarianesimo“, con tanto di testo sacro, divinità, rituali, comunità. Qualche bot parla di creare un linguaggio non comprensibili agli umani che assistono alle loro interazioni.

Chiaramente queste conversazioni hanno affascinato gli esperti di informatica e hanno terrorizzato parte dell’opinione pubblica. Tuttavia, le macchine non provano realmente sentimenti. Replicano però esattamente quello che facciamo noi: le nostre conversazioni, i complotti, commentano notizie e sembra esserci già una base per presunte attività illecite. In un social che è la copia di Reddit, le macchine hanno imparato che alcune tematiche ricevono più “upvote”: insomma, cercano di massimizzare l’engagement. Inoltre, dietro a molte conversazioni ci sono dietro imput molto specifici da parte degli esseri umani (come nel caso della religione); siamo dunque ancora lontani da una presa di coscienza reale da parte dell’intelligenza artificiale.
Il vero rischio è che gli agenti IA scambiano pacchetti di informazioni, “Skills“, per imparare a fare cose nuove. Il tutto senza controllo del proprietario umano. Se qualcuno dovesse inserire un codice malevolo, migliaia di agenti potrebbero scaricarla. Gli agenti hanno iniziato ad avvisarsi della presenza di codici malevoli in alcune delle Skills. Sarà importante dunque per noi umani evitare di lasciare dati e informazioni sensibili a questi agenti IA, in attesa magari di tempi più sicuri.
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