
I Mondiali di pasticceria, o meglio, Le Coupe du Monde de la Pâtisserie è una prestigiosa competizione internazionale dedicata all’arte della pasticceria, che si svolge con cadenza biennale a Lione, in Francia. E anche quest’anno, nelle giornate del 20 e del 21 gennaio, ventuno squadre di giovani talenti della pasticceria provenienti da tutto il mondo si sono sfidate a colpi di frusta e frullatore.
L’evento si articola su due giornate, durante le quali i partecipanti hanno a disposizione dieci ore per creare le loro straordinarie creazioni. Ogni team è formato da tre specialisti: un esperto in gelateria, un maestro pasticcere e un cioccolatiere. A rendere la sfida ancora più avvincente è l’assegnazione di un tema comune che tutte le squadre devono interpretare con creatività e tecnica.
L’accesso alla fase finale del concorso avviene tramite selezioni nazionali, come il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores, che permette ai vincitori di rappresentare il proprio Paese nella sfida mondiale. Quest’anno, dopo cinque intense ore, le squadre si sono sfidate mettendo alla prova abilità e creatività. Tre gli elaborati principali: un dessert freddo, un dessert da ristorante arricchito da decorazioni artistiche e una scultura in cioccolato destinata all’esposizione.
A vincere su tutti i partecipanti il Giappone, che conquista il gradino più alto del podio con un dessert da ristorante che ha saputo armonizzare sapori e tradizione, unendo granita al limone, pera, calendula e un raffinato cioccolato modellato a forma di foglia di Asanoha, simbolo della cultura nipponica. Il dessert ghiacciato, ispirato a una trottola tradizionale giapponese, aveva come protagonista l’albicocca. A completare il podio, la Francia si è classificata seconda, mentre la Malaysia ha ottenuto il terzo posto.
Nonostante il nostro Paese sia da sempre celebrato in tutto il mondo per la sua tradizione culinaria, la squadra italiana è purtroppo finita al sesto posto. Niente podio ma comunque un’ottima posizione in una competizione di carattere mondiale. «Si ottengono molte più visualizzazioni facendo cose su Instagram che facendo una Coppa del Mondo. Quindi forse ci sono meno giovani che vanno alle competizioni e invece dicono: metto le mie energie sui social network e basta. È un peccato. Entrambi funzionano molto bene, ma il mondiale è pur sempre il mondiale», queste le parole del giudice di reality Christophe Michalak.
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