
Quello dei rifiuti a Mondragone è un problema che si presenta ciclicamente e quasi sempre col sopraggiungere dell’estate, quando la città comincia a ospitare turisti e villeggianti dalla provincia di Caserta e Napoli. Ancora una volta, Mondragone si presenta agli occhi di chi la guarda anche solo di passaggio come una cartolina di degrado e di noncuranza, una città abbandonata a se stessa.
Sono sempre più numerose le zone di Mondragone dove i rifiuti si accumulano in vere e proprie montagne di degrado, specialmente nelle zone “d’ingresso” della città come in località Stercolilli e a Via Sancello: punti, tra l’altro, di transito se si vuole raggiungere la zona balneare e il lungomare. Mentre il centro della città presenta una raccolta più o meno funzionante – ma anche lì, di tanto in tanto, questa salta -, le località citate poc’anzi soffrono di un vero e proprio disservizio, dove i rifiuti vengono lasciati lì per settimane, se non addirittura mesi, prima di essere raccolti. Uno scenario degradante, soprattutto viste le temperature in costante aumento.
In ogni caso, la raccolta differenziata è oggetto di un trend negativo dal 2020 in poi. Secondo i dati forniti dall’ISPRA – Catasto Nazionale Sezione Rifiuti, i rifiuti differenziati a Mondragone nel 2020 hanno raggiunto il 46,59%, ma la percentuale ha presto cominciato a diminuire fino a toccare il 40,05% nel 2023, ultimo anno di dati forniti.
La situazione in cui versa Mondragone ha spinto molti a discuterne; primo fra tutti il dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, Antonio Belli: «Da cinque anni il nostro concittadino Giovanni Zannini ricopre il ruolo di presidente della Commissione Ambiente. Eppure, Mondragone continua a fare i conti con un problema rifiuti che si ripresenta in modo costante. Solo ora si sollevano preoccupazioni sul degrado e sull’inciviltà che colpisce la città, ma era tutto già evidente da tempo. [ … ] Fino a ieri chi denunciava i problemi veniva etichettato come allarmista. Oggi, invece, si presenta la pulizia straordinaria come una novità, quando invece servivano interventi strutturali e costanti.»
La città, ancora una volta, è vittima dell’indifferenza delle istituzioni che l’hanno rappresentata nel corso del tempo: «Non è una questione personale ma politica. Difenderò Mondragone e chiederò risposte concrete a chi ha avuto ruoli istituzionali e di rappresentanza. La città merita di più.»
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