
Il tempo passa, gli anni scorrono, ma la città di Mondragone sembra essere immersa in un sempiterno presente, cristallizzata nell’indifferenza delle amministrazioni che si sono succedute e nell’incuria delle persone. Ogni tanto qualcosa cambia, quasi sempre in peggio, tanto che non possiamo far altro che accogliere con entusiasmo i piccoli e altrettanto brevi slanci d’interesse che le amministrazioni rivolgono a una città che spesso barcolla.
In un precedente articolo abbiamo osservato l’epopea della Casa del Mare, punto di aggregazione giovanile mai realizzato, che si è trascinato nel corso degli anni come uno dei tanti progetti mai portati a compimento che costellano la città. Due anni dopo, finalmente, ci sono delle novità: un avviso pubblico di manifestazione d’interesse.
Nella determina dirigenziale n. 828 del 7 luglio 2026, avente come oggetto “Avviso pubblico di manifestazione d’interesse da parte di soggetti E.T.S. disponibili alla co-progettazione, ai sensi del terzo comma dell’art.55 del d.l.gs. 177/2027 (Codice del terzo settore), finalizzata all’individuazione di E.T.S. per la gestione di un centro di aggregazione giovanile presso la Casa del Mare in Mondragone via Lungomare Caracciolo n.1”, l’Amministrazione Comunale fa un passo in avanti: finalmente c’è l’intenzione a recuperare quello che potrebbe essere a tutti gli effetti un bene della città. La determina segue l’atto d’indirizzo della Giunta comunale del 9 giugno 2026, che «con l’attivazione del centro di aggregazione giovanile questa Amministrazione vuole perseguire anche l’obiettivo di contribuire al contrasto dei fenomeni di degrado ambientale, la tutela e la valorizzazione del territorio comunale, nonché la promozione di iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell’ambiente, fondamentali per migliorare la qualità della vita».
La scelta di utilizzare lo strumento della co-progettazione dell’intervento con soggetti del Terzo Settore «trova giustificazione nel riconoscimento del Terzo Settore quale ecosistema complesso, in grado di sostenere meglio le logiche di sviluppo del sistema dei servizi, nonché nella necessità di pervenire alla definizione di relazioni efficaci con soggetti qualificati operanti nel settore dell’integrazione culturale, sociale e occupazionale dei cittadini e nuclei familiari più fragili».
Sarà possibile inoltrare le domande, esclusivamente tramite posta elettronica certificata, entro e non oltre le ore 13 del 31 luglio 2026, nella speranza che la Casa del Mare possa finalmente smettere di essere una cattedrale nel deserto per trasformarsi in un luogo di unione.
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