
La pubblicazione dello studio scientifico su Terra dei Fuochi, curato dalla SHRO con l’Università Federico II, ha riacceso il dibattito sullo stato dell’inquinamento ambientale nel perimetro dei “fuochi” in Regione Campania.
Ad intervenire sul tema anche il Vice Presidente della Commissione Ecomafie, on. Francesco Borrelli, che ai nostri microfoni è intervenuto anche sull’importanza simbolica di Carditello, uno dei luoghi oggetto dello studio.
“Con la Commissione Ecomafie, della quale sono vicepresidente, abbiamo subito posto al centro dell’attenzione il tema del monitoraggio della situazione nella cosiddetta “Terra dei fuochi” in Campania. Abbiamo già effettuato due missioni in quest’area e abbiamo in programma nuovi sopralluoghi per proseguire le indagini nei territori a cavallo delle province di Napoli e Caserta, caratterizzate purtroppo dalla presenza ancora eccessiva di roghi tossici e sversamenti illegali di rifiuti industriali. Nel corso di questa attività abbiamo audito magistrati, forze dell’ordine, amministratori locali e rappresentanti dei comitati civici e delle associazioni con i quali abbiamo avuto un confronto schietto e fattivo.
Nell’ambito della nostra attività che continua a far emergere le strette connessioni tra criminalità organizzata e traffico illecito di rifiuti, documentando come la camorra abbia trasformato lo smaltimento illegale in una fonte di profitto, con gravi conseguenze per l’ambiente e la salute pubblica, abbiamo sottolineato la necessità di rafforzare i controlli sul territorio e implementare le misure di bonifica.
Dai nostri rilievi la situazione resta complessa e necessita di un impegno continuativo da parte delle istituzioni soprattutto nell’ambito del monitoraggio e del controllo del territorio. In quest’ottica ritengo il protocollo d’intesa con la Regione Campania e la Fondazione “Real Sito di Carditello”, grazie al quale si è deciso di collocare il Centro di Monitoraggio Ambientale all’interno della storica Reggia, un segnale di grande rilevanza strategica, oltre alla straordinaria valenza simbolica di rinascita per un territorio martoriato per decenni dalla ferocia criminale.
Questa collocazione presso un sito di grande valore storico e culturale permette di unire la tutela ambientale al recupero del patrimonio artistico regionale, creando un polo di eccellenza in un’area precedentemente nota principalmente per il degrado ambientale.
Da qui parte la nuova narrazione di quest’area sempre più impegnata nel monitoraggio delle condizioni ambientali, nello sviluppo di attività di ricerca e divulgazione delle tematiche ambientali. Continueremo a seguire gli sviluppi con la Commissione e saremo sempre pronti a sostenere questo nuovo strumento che tanto potrà fare per la tutela del territorio“.
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