
Lunedì 10 novembre la nuova stazione Monte Sant’Angelo apre finalmente al pubblico dopo 22 anni dall’ideazione del progetto. Realizzata da Webuild per EAV (ente autonomo Volturno) sulla linea 7 della metropolitana di Napoli, non solo rappresenta un’ulteriore passo nel miglioramento del sistema di trasporto pubblico, ma anche una nuova opera di arte contemporanea per la città di Napoli.
La stazione di Monte Sant’Angelo, infatti, rientra tra le stazioni dell’arte riconosciute a livello internazionale per il loro valore artistico e la loro unicità.
Con l’inaugurazione del 10 Novembre si da il via all funzionamento della prima tratta della linea 7, tra Monte Sant’Angelo e Soccavo con prevista intercessione con la Circumflegrea.
Da Monte Sant’Angelo si potrà ora raggiungere facilmente il nodo di Montesanto, punto d’interscambio con la Circumflegrea, la Cumana e la funicolare per il Vomero.
Sempre qui, i passeggeri potranno collegarsi anche con la Linea 2 e con le vicine fermate di Dante e Toledo della Linea 1. É un’ulteriore passo in avanti verso una mobilità sostenibile che fornisce un’alternativa al trasporto private in una delle aree più trafficate e popolate della città.
La stazione di Monte Sant’ Angelo è una vera e propria opera d’arte grazie al lavoro dell’artista di fama internazionale Anish Kapoor che ha realizzato due imponenti installazioni poste ai rispettivi ingressi delle metropolitana (quello del campus universitario Federico II e quello del Rione Traiano). Le due sculture sono modellate in modo da evocare due bocche e questa forma particolare vuole dare l’illusione di inglobare i passeggeri, trasformando un semplice tragitto in metro in una esperienza immersive ed anche simbolica.
L’ingresso principale, sul lato del campus universitario Federico II, è realizzato in acciaio corten. Kapoor lo immagina come un varco terreno, ruvido che evoca la discesa agli inferi e allo stesso tempo accoglie chi scende verso il mondo sotterraneo della metropolitana. Sul lato del Rione Traiano l’artista propone una struttura opposta: liscia e levigata. L’interno della stazione, invece, richiama una caverna grazie alle pareti che imitano la roccia e i giochi di luci che ne valorizzano la texture.
I due ingressi, infatti, rappresentano poli complementari e Kappor ha spiegato: “Nella città del Vesuvio e nel mitico ingresso di Dante all’Inferno ho ritenuto importante confrontarmi con il vero significato dell’andare sottoterra.”

Anish Kapoor è una figura centrale dell’arte contemporanea. Nato a Bombay nel 1954 da padre indiano e madre ebrea irachena, vive e lavora a Londra dagli anni Settanta, dove ha studiato arte. È particolarmente noto per la sua ricerca sugli opposti — pieno e vuoto, interno ed esterno — e per l’uso del colore puro come elemento simbolico di sintesi tra Oriente e Occidente.
Con Monte Sant’Angelo, Napoli conferma la capacità di unire arte e infrastruttura in chiave contemporanea. L’opera di Kapoor prosegue la visione degli spazi publici come esperienze creative e non semplici luoghi di transito, già cominciata con le altre stazioni della arte.
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