
Il morbillo is back. Nei primi tre mesi del 2024 sono stati registrati 213 casi in Italia. Questa malattia infettiva, molto contagiosa e pericolosa, è tornata a farsi viva da qualche tempo a questa parte. Forse fin troppo: gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) confermano l’onda lunga dell’epidemia. L’incidenza nazionale è pari a 14,5 casi per milione di abitanti. L’88% dei contagi ha riguardato persone non vaccinate.
Il morbillo resta comunque una delle principali cause di morte tra i bambini e l’aumento dei casi continua ad essere preoccupante. L’aumento è evidente rispetto al 2023 e si è intensificato negli ultimi mesi, quelli invernali. Sono tre le regioni (Lazio, Sicilia e Toscana) che hanno segnalato complessivamente il 68% dei casi totali e l’incidenza più elevata è stata osservata nel Lazio (44,9/milione). Si tratta di 56 casi (26,3%) sul totale hanno riportato almeno una complicanza. La trasmissione è avvenuta essenzialmente in ambito familiare.
Dato che il numero dei vaccinati contro il morbillo è calato considerevolmente è venuta meno l’immunità di gregge che protegge anche chi per motivi di salute non può vaccinarsi. Il virus di conseguenza è tornato a circolare e, di conseguenza, ci si ammala. L’Italia in questo non fa eccezione: l’88% dei contagiati di quest’anno nel nostro paese non era vaccinato secondo i dati dell’Iss.
Inoltre, il fatto che l’immunizzazione abbia reso rare o quasi sconosciute molte delle malattie infettive potrebbe far pensare a genitori che i vaccini non siano più necessari quando invece gli effetti del calo vaccinale sono sotto gli occhi di tutti. Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive al policlinico San Martino di Genova, ha sottolineato che “i numeri sono significativi rispetto allo scorso anno” ed ha aggiunto che proprio questi dati “confermano che è partita un’epidemia e questo è solo l’inizio: il peggio deve arrivare e temo che sarà a cavallo dell’estate”.
In media l’età dei casi segnalati è pari a 31 anni e tre quarti dei casi ha un’età compresa tra 15 e 64 anni. Sono stati segnalati circa undici bambini con meno di un anno. Dei 213 casi di morbillo circa 182 sono stati confermati in laboratorio e diciotto dei casi segnalati sono importanti.
Nei bambini la prima dose di vaccino viene somministrata tra i 12 e i 15 mesi. Il richiamo viene invece effettuato tra i 5 e i 6 anni. Anche gli adulti che non hanno avuto la malattia durante l’infanzia, possono fare il vaccino in due dosi, effettuate a distanza di almeno quattro settimane l’una dall’altra.
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