
Occorre prevenire, “dopo” è sempre troppo tardi. Anche quando ci sono denunce chiare degli operai, come spesso arrivano nella nostra redazione, queste vengono trattate con superficialità e i controlli addomesticati dalle aziende, a volte gli operai vengono minacciati di licenziamento e noi giornalisti intimiditi da possibili querele (che cascono nel vuoto.) Ma il problema esiste!
Continueremo a piangere morti innocenti senza controlli e prevenzione. Solo chi ha vissuto quelle esperienze può comprendere.
Appena diplomato all’istituto tecnico, e avendo a 20 anni e già una famiglia, accettai di lavorare come operaio in una piccola azienda metalmeccanica, nonostante conoscessi i rischi di tale lavoro, ma la necessità non ti consente scelte. Lavorevamo come ditta esterna all’Italsider di Napoli. La mattina entravamo con un pulmino una decina di noi, ma eravamo come fantasmi, nessuno ci controllava o ci fermava, tutti sapevano ma tacevano, facevamo comodo.
Eravamo carne da macello, utilizzati per i lavori più pericolosi che gli operai interni, difesi dai sindacati non volevano fare, sempre senza mai fermare gli impianti, le putrelle incandescenti che l’altoforno sfornava ci passavano sulla testa a pochi centimetri, mentre noi si lavorava di sotto, ed anche li i morti c’erano… li chiamavano morti bianche… poi… poi.
Dopo 50 anni credevo che qualcosa fosse cambiato mentre i morti dei 5 operai di Brandizzo dimostrano che nulla è cambiato in questo paese e che tutto continuerà come se nulla fosse… e le parole , le proteste i cortei, il cordoglio verranno dimenticati fino alle prossime vittime.
Media di 80 vittime al mese. Nei primi sette mesi del 2023 sono 559 le vittime sul lavoro in Italia. “Basta ipocrisia – tuona il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini alla guida del corteo silenzioso di 2mila persone, dove hanno sfilato anche i familiari delle vittime, chiedendo giustizia.
“Facevano sempre così”: questa frase che sta rimbalzando ovunque, dalla tv ai giornali ai social, sembra occupare tutto lo spazio della narrazione attorno alla strage di Brandizzo, dove nella serata del 30 agosto hanno perso la vita 5 operai della Sigifer di Borgo Vercelli, a lavoro sui binari.
Lunedì 4 settembre a Vercelli ha sfilato un corteo per ricordare Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera, 34 anni, Giuseppe Sorvillo, 43 anni, Giuseppe Aversa, 49 anni, e Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni.
Il disastro ferroviario sarebbe stato causato da quella che è stata definita una “prassi” comune: tutti – o quasi – iniziavano i lavori prima, per fare più in fretta, per evitare alle imprese appaltatrici di incappare in pesanti penali.
Perché le operazioni di manutenzione si fanno solo quando non causano disagi ai passeggeri, cioè la sera, dopo le 22:00, e nei weekend. Ma visto che il contratto dei lavoratori delle ferrovie prevede solo due turni notturni a settimana, questa regola viene ripetutamente bypassata attraverso la chiamata volontaria dei lavoratori.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...