
L’osservatorio Vega Engineering ha rilasciato le osservazioni sui dati INAIL relativi al primo quadrimestre del 2026 in merito alla sicurezza sul lavoro. La situazione in Campania, in linea con ogni previsione, resta grave: a fronte di una media nazionale di 8,1 morti per milione di lavoratori, la regione Campania è una delle zone rosse a livello nazionale. Le zone rosse si identificano con un’incidenza di infortuni mortali superiore del 125% rispetto all’incidenza media nazionale. Nei primi quattro mesi del 2026, infatti, la Campania ha fatto registrare 22 morti sul lavoro, 10,8 per milione di occupati.
Tuttavia, restringendo il campo d’indagine alle singole province, c’è una bella notizia da segnalare. A livello regionale le province di Napoli e Avellino rientrano nella zona gialla (incidenza inferiore o pari al 75% dell’incidenza media nazionale), rispettivamente con 7,9 e 6,7 morti per milione di occupati. Le provincie di Salerno (21,7) e Caserta (10,7) registrano un’incidenza di infortuni mortali ben oltre la media nazionale, al punto da rientrare nella zona rossa. Su questi dati incide la grande differenza del numero totale dei lavoratori tra le diverse province. La provincia di Napoli e quella di Salerno hanno registrato lo stesso numero di morti (9), mentre la provincia di Caserta soltanto 3: la differenza di collocazione nella zona rossa tra Napoli, Salerno e Caserta si spiega in ragione dell’elevato numero di occupati nella provincia di Napoli
La Campania non segue il trend nazionale in diminuzione rispetto al primo semestre del 2025. Nel primo quadrimestre del 2025 la Campania registrò 19 decessi sul lavoro contro i 22 di quest’anno. A livello nazionale invece è stata registrata una diminuzione del 7,1% rispetto all’incidenza media di gennaio-aprile 2025. Invertito anche il trend nazionale della fascia d’età più colpita: se nel primo quadrimestre del 2025 19,2 incidenti mortali per milione di abitanti coinvolgevano gli ultrasessantacinquenni, la fascia più colpita di questo semestre è quella dai 55 ai 64 anni, con il 39,8% delle vittime totali. In merito agli altri dati messi a disposizione dall’osservatorio, a livello nazionale continuano le tendenze degli anni precedenti. Il settore con più decessi, così come nel 2025, è quello delle costruzioni (17.3% delle vittime totali). Colpisce anche il dato sul sesso dei deceduti: 16 donne a fronte di 180 uomini; contro le 28 donne decedute sul lavoro (su 291 decessi totali) nel primo semestre del 2025.
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