
Arriva da Mosca la notizia che il Cremlino ha deciso di bloccare l’accesso ai siti di diversi media europei, per la precisione 81 siti. Tra quest’ultimi vi sono anche giornali italiani come la Repubblica, la Stampa, La7 e Rai. Il decreto, annunciato dal ministero degli Esteri russo, è entrato in vigore nella giornata di martedì.
La censura arriva in risposta alle sanzioni UE. Si può leggere da una nota di Mosca che il decreto “limita l’accesso dal territorio della Federazione russa alle risorse radiotelevisive di una serie di media degli stati membri dell’Unione europea e di operatori di media europei che diffondono sistematicamente false informazioni sullo svolgimento dell’operazione militare speciale”.
Si aggiungono ai quattro siti italiani altri media europei: l’austriaco Orf, il portale ungherese 444, i giornali tedeschi Der Spiegel, Die Zeit e Frankfurter Allgemeine Zeitung. A seguire, i giornali spagnoli El Mundo, El Pais, l’agenzia Efe, i giornali francesi Le Monde, La Croix e Agence France-Presse, Politico, Euobserver e altri.
La nota del ministero degli Esteri russo è chiara. “In risposta alla decisione presa dal Consiglio Ue il 17 maggio di vietare ‘qualsiasi attività televisiva’ di tre media russi (Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta), che entra in vigore oggi, 25 giugno, saranno introdotte contromisure limitando l’accesso dal territorio della Federazione Russa alle risorse radiotelevisive di una serie di media degli Stati membri dell’Unione europea”.
Il ministero russo ha poi sottolineato: “Bruxelles e le capitali dei paesi dell’Unione hanno scelto di intraprendere la strada dell’escalation, costringendo Mosca ad adottare contromisure speculari e proporzionali con un altro divieto illegittimo. La responsabilità di tale sviluppo spetta esclusivamente alla leadership dell’Unione europea e ai paesi che hanno sostenuto tale decisione”.
Non è solo la guerra mediatica a creare caos, ma anche quella fisica, che va avanti ormai da due anni. Il 24 giugno più di 15 agenti di polizia sono rimasti vittime di attacchi terroristici in Daghestan. “Sono morti anche diversi civili”, ha riferito il capo della regione Sergei Melikov.
Intanto, secondo le informazioni ufficiali fornite dai procuratori minorili, 551 bambini sono stati uccisi. Mentre altri 1.401 bambini hanno ricevuto ferite di vario grado di gravità. La maggior parte dei bambini (547) sono stati uccisi o feriti nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. In un comunicato della Difesa russa si legge che il Ministro della difesa, Andrei Belousov, ha evidenziato il pericolo di un’ulteriore escalation a causa delle continue forniture di armi degli Stati Uniti alle forze armate ucraine.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...