
Giunti alla 82esima edizione, i film della Mostra del Cinema di Venezia sembrano trasformarsi sempre più in una passerella hollywoodiana, mentre la vera essenza del festival rischia di passare in secondo piano. Ma nonostante l’attenzione mediatica si concentri sui volti noti che calcano il tappeto rosso, come Julia Roberts e George Clooney, la rassegna cinematografica continua a essere un barometro fondamentale per la prossima stagione. Sotto la guida del regista Alexander Payne, l’82ª edizione ha già svelato alcuni dei titoli più attesi, pronti a lasciare il segno nelle sale e, forse, anche nella corsa agli Oscar. Dalla satira coreana al ritorno del cinema di genere, ecco i film della Mostra da tenere sott’occhio.
Dopo un periodo di relativa calma per la cosiddetta Hallyu, o onda coreana, il cinema del Paese asiatico torna a ruggire. Con un clamoroso 100% su Rotten Tomatoes, No Other Choice di Park Chan-wook si candida a erede di Parasite. Questa satira spietata e divertente affronta in modo attualissimo il tema dell’intelligenza artificiale che “ruba” il lavoro. Quando il devoto padre di famiglia You Man-su (interpretato da Lee Byung-hun) viene licenziato a causa di una ristrutturazione aziendale basata sull’AI, la sua disperazione lo spinge a eliminare la concorrenza in modo letterale e brutale. Un’analisi profonda e ricca della psiche umana, che ha già fatto gridare al capolavoro.
C’è chi lo ha definito un capolavoro e chi una delusione, ma di certo la trasposizione di Guillermo del Toro di Frankenstein o il moderno Prometeo è uno degli horror più chiacchierati dell’anno. Da sempre schierato dalla parte dei “mostri”, del Toro realizza il suo film più agognato. La pellicola si distingue per il suo punto di vista unico: nella seconda parte, la narrazione passa direttamente alla Creatura, interpretata dal gigantesco Jacob Elordi, affiancato da un cast stellare che include Oscar Isaac e Mia Goth. Un film che promette di approfondire la figura del mostro, svelando le sue motivazioni più intime e umane.
Considerato uno dei papabili al Leone d’oro prima ancora della sua proiezione, Jay Kelly di Noah Baumbach ha conquistato la critica con le interpretazioni di Adam Sandler e, soprattutto, George Clooney. Il film è una commedia ironica e profonda sulla crisi di mezza età. Clooney interpreta una leggenda di Hollywood che, pur essendo riconosciuto ovunque, è tormentato dal fatto di recitare sempre la stessa parte. Il protagonista decide di abbandonare improvvisamente la sua carriera per dedicarsi alla figlia, riflettendo sul senso della vita e sulla perdita dei rapporti personali in favore del successo. Un’interpretazione che molti hanno definito la migliore di Clooney.
Dwayne “The Rock” Johnson si spoglia dei suoi muscoli e del suo status di star d’azione per interpretare il wrestler Mark Kerr in The Smashing Machine. Diretto da Benny Safdie, il film esplora la vita di questo pioniere delle arti marziali miste, tra trionfi, dipendenza da antidolorifici e una relazione complicata. Con il volto nascosto sotto chili di trucco, Johnson offre una performance intensa e commovente che, secondo molti, potrebbe fruttargli una nomination all’Oscar. Accanto a lui, Emily Blunt interpreta la sua turbolenta moglie.
Paolo Sorrentino torna al festival con La grazia, un film d’apertura austero e meditativo. La pellicola segue il presidente della Repubblica Mariano De Santis (Toni Servillo) alle prese con un complesso dilemma morale. Con la fine del suo mandato ormai prossima, deve decidere se concedere la grazia a due detenuti: un uomo che ha commesso un delitto per pietà e una donna che ha agito per legittima difesa. A complicare ulteriormente la situazione, l’opposizione del Papa all’eutanasia, su cui De Santis deve esprimersi. Un film che indaga il potere, la giustizia e le responsabilità che ne derivano.
Per la quarta volta, la talentuosa Emma Stone collabora con il visionario regista Yorgos Lanthimos. Bugonia, remake di un film di fantascienza coreano, è una satira macabra e surreale che vede Stone nei panni di un’amministratrice delegata di successo, Michelle. Quest’ultima viene rapita da uno dei suoi dipendenti, un teorico del complotto (Jesse Plemons) convinto che lei sia un’aliena. La pellicola segue il tormento di Michelle, tenuta prigioniera in cantina, mentre il rapitore cerca di farle confessare la sua presunta identità di ufficiale alieno in missione per distruggere la Terra.
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