
La Commissione Straordinaria sceglie la linea della tolleranza zero contro la movida a Caserta. Dal 15 luglio al 15 settembre, ogni giorno dalle 23 alle 6 del mattino, nelle principali strade e piazze del centro storico sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche. Stop anche alla vendita di qualsiasi bevanda in bottiglie di vetro o lattine, che potranno essere sostituite esclusivamente da bicchieri di plastica leggera o contenitori di carta. Il divieto riguarda inoltre il trasporto in strada di vetro e lattine, con l’unica eccezione dei farmaci confezionati in questi materiali.
L’obiettivo è condivisibile: garantire ai residenti il diritto al riposo e aumentare la sicurezza nelle aree maggiormente frequentate della movida. Resta però una domanda: limitare la vendita di alcolici e dei contenitori in vetro è davvero sufficiente a contrastare un fenomeno ormai strutturale?
Negli ultimi anni Caserta ha già sperimentato ordinanze analoghe. Cambiano gli orari, cambiano le amministrazioni, ma la ricetta resta sostanzialmente la stessa: restringere le possibilità di consumo e affidare ai controlli il compito di riportare ordine nelle notti cittadine. Una strategia che può contribuire a ridurre alcuni comportamenti a rischio, ma che difficilmente affronta le cause profonde della malamovida.
Bar, minimarket, attività artigianali e negozi di vicinato saranno infatti costretti a rinunciare alla vendita per asporto di alcolici nelle ore serali, periodo nel quale si concentra gran parte della domanda. Per molte attività, soprattutto quelle che lavorano prevalentemente con il flusso della movida, si tratta di una restrizione che potrebbe tradursi in un ulteriore calo del fatturato durante la stagione estiva.
La sicurezza rappresenta certamente una priorità, ma resta aperto il tema dell’equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e sostegno alle attività economiche del centro, chiamate ancora una volta a farsi carico delle conseguenze di comportamenti riconducibili a una minoranza di clienti.

Il rischio è che il problema venga semplicemente spostato nel tempo, senza essere realmente risolto. Le violenze, gli atti vandalici e gli episodi di inciviltà non dipendono esclusivamente dalla disponibilità di una bottiglia acquistata dopo le 23. Entrano in gioco fattori culturali, sociali e di presidio del territorio che richiedono interventi più ampi e continuativi.
Nel frattempo, le limitazioni ricadranno inevitabilmente anche sulle attività commerciali che operano nel centro storico e che proprio nei mesi estivi concentrano una parte importante del proprio fatturato. Per molti esercenti si tratta dell’ennesima restrizione chiamata a conciliare le esigenze economiche con quelle dell’ordine pubblico.
L’ordinanza rappresenta certamente una risposta immediata a un’emergenza percepita da residenti e istituzioni. La vera sfida, però, sarà capire se tra due mesi Caserta avrà semplicemente vissuto un’estate con qualche bottiglia in meno oppure se saranno state poste le basi per affrontare in maniera più strutturale il fenomeno della malamovida.
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