
Poco più di una settimana fa è arrivata la notizia della morte di un bambino di cinque mesi in seguito a una circoncisione rituale. La reazione tipica a una notizia del genere è avvertire un forte senso di anacronismo. Tuttavia, la realtà delle mutilazioni genitali in Italia, di cui forse si sa troppo poco, è ancora piuttosto diffusa sul territorio. I tragici fatti di cronaca offrono l’occasione per informare al riguardo.
Per quanto riguarda le mutilazioni femminili (MGF), nel 2006 l’Italia ne ha proibito la pratica, con punizioni fino a 12 anni di carcere. Si tratta della legge Consolo, la Legge n. 7/2006 Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. Le stime sui numeri contano circa 110.000 donne in italia provenienti da paesi dove si praticano le MGF, di cui 35.000 l’hanno già eseguita e circa 1.000 bambine a rischio. Questo è dovuto ai flussi di persone provenienti dalla Nigeria e dall’Egitto, alcuni dei paesi con il più alto tasso di questa pratica.
Per quanto riguarda invece le operazioni condotte sui genitali maschili, anche in questo ambito si assiste ad una aumento molto diffuso sul territorio. Il numero di circoncisioni effettuate in un anno è stimato tra le 4000 e le 5000, nel 99% dei casi praticate su bambini di pochi mesi. Sono sostanzialmente due i motivi per cui ricorrere a questa pratica: oltre al motivo medico c’è infatti quello religioso. L’aumento sul territorio di persone che praticano diverse religioni dal cattolicesimo ha portato a questo cambiamento. Di fatti, sia la religione islamica sia quella ebraica prevedono la circoncisione rituale. Questa operazione ha un costo negli ospedali pubblici che si aggira tra i 250 e i 400 euro. Nel caso di privati, poi, si può arrivare anche a 4000.
Tuttavia, risulta innegabile che lo Stato italiano non si sia ancora adeguato a questa nuova richiesta. Questo è il motivo per cui persone in particolari situazioni economiche si trovano a ricorrere a metodi tanto economici quanto pericolosi. A tal proposito, però, le autorità italiane hanno affermato a circoncisione rituale può essere eseguita da ministri di culto. In un futuro in cui questa richiesta non potrà che aumentare, non resta che aspettare di vedere le possibili risposte statali.
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