
Come lo scorso anno, la Lazio di Sarri si impone al Maradona battendo un Napoli ancora in costruzione. Arriva una sconfitta per gli azzurri che pagano la poca concretezza in area di rigore avversaria. Dopo un primo tempo che ha visto il totale predominio dei padroni di casa, è un tacco di Luis Alberto sbloccare il match alla prima vera occasione biancoceleste.
Ci ha pensato Zielinski a riportare in parità le squadre dopo appena due minuti. Ma fa rumore la confusione degli azzurri che non sono mai riusciti a segnare nonostante le tante occasioni.
L’impatto del georgiano sulla partita si è visto dal primo minuto: ci ha provato con le sue incursioni ed un paio di tiri al volo. Ma il muro difensivo preparato da Sarri è riuscito ogni volta a vanificarne l’efficacia, difficile far filtrare la palla o nasconderla a Provedel che è riuscito a prevedere ogni traiettoria e parare senza troppe difficoltà. Garcia era stato chiaro sul fatto che il giocatore non avrebbe potuto reggere per novanta minuti e la sostituzione è arrivata a metà del secondo tempo.
Poca precisione e qualche indecisione anche nella gestione delle posizioni in campo, non hanno permesso ad Osimhen di risultare davvero pericoloso. In un paio di occasioni, lo stesso nigeriano ha sparato alto sopra la porta.
Se la prima frazione di gioco ha visto il Napoli dominare il gioco, nella ripresa la Lazio è ripartita con maggior aggressività. Dopo una prima occasione sprecata da Zielinski, è ancora Luis Alberto a rendersi protagonista che con una finta ha mandato in bambola la difesa azzurra permettendo a Kamada di segnare il suo primo gol in Italia. E’ il principio della fine con le squadre allungate a rincorrere la palla ma soprattutto con la Lazio che si è vista annullare due reti per fuorigioco in pochi minuti.
Frammenti di buon gioco a memoria per il Napoli, ma alcuni dei protagonisti sono cambiati e vanno riorganizzate le dinamiche. In difesa non c’è più Kim, è vero, e Juan Jesus non ha mai effettivamente giocato come titolare. Hanno bisogno di rodaggio, i presupposti ci sono ma la squadra deve trovare nuovi equilibri. Il gioco di Garcia è diverso dal precedente: un 4-3-3 con lo sviluppo della manovra sulla fascia che ha portato spesso ad uno sbilanciamento offensivo del reparto difensivo che, contro la Lazio di stasera, non è riuscito troppe volte a rientrare ed arginare l’avversario. permettendogli di trovare facilmente la strada per la porta azzurra.
Ma siamo solo alla terza giornata di un campionato ancora da scrivere. La sconfitta di stasera servirà a capire dove lavorare.
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