
In arrivo l’ennesimo anticiclone africano di questa stagione che minaccia di stringere Napoli in una morsa di calore asfissiante. Secondo i dati degli esperti, il “Cammello” promette giornate roventi che si registreranno tra domenica e lunedì, con picchi diurni rispettivamente di 34 e 35 gradi, e minime notturne che non scenderanno sotto i 24 gradi. Ci aspettano notti tropicali, un fenomeno esasperato dall’effetto “isola di calore urbana“: la massiccia presenza di cemento e la carenza di alberi fanno sì che l’asfalto continui a irradiare calore accumulato anche dopo il tramonto.
Le ondate di calore, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, impongono risposte su più livelli: dalle macro-politiche di riduzione dei combustibili fossili ai comportamenti individuali responsabili (come un uso moderato di auto e condizionatori), fino a urgenti interventi urbanistici di “depavimentazione”, volti a sostituire il cemento con terra e alberi.
Nel frattempo, per tutelare i cittadini più vulnerabili – anziani, bambini e soggetti con patologie croniche – Napoli si attrezza con 58 rifugi climatici. Si tratta di oasi di frescura censite dall’associazione CleaNap in stretta collaborazione con l’Università Federico II, la cui mappa è consultabile direttamente sul portale del Comune di Napoli.
Per ogni sito viene fornita una scheda dettagliata che segnala la presenza di panchine, l’accessibilità per le disabilità, la vicinanza di fontanelle pubbliche (entro i 200 metri) e la disponibilità di servizi igienici. La netta prevalenza di parchi e giardini nell’elenco dimostra come la vegetazione resti lo scudo più efficiente contro il caldo. Occorre prestare attenzione agli orari dei parchi pubblici, poiché alcuni risultano imprecisi.
Esplorando la mappa dei rifugi climatici a Napoli emergono soluzioni diverse per ogni quartiere, ma non mancano alcune criticità organizzative.
Si suggerisce il corridoio alberato di viale Campi Flegrei a Bagnoli, descritto come un percorso pianeggiante e agevole. A Chiaia la storica Villa Comunale offre un “comfort moderato”, risentendo ancora dei prolungati cantieri di restyling. Sempre in zona, molto frequentato è il percorso ombreggiato nella ZTL di via Chiaia (subito dopo il cinema Metropolitan), anche se la scheda avverte chiaramente i passanti: «Non ci sono fontanine, munirsi di borraccia».
I Giardini di Palazzo Reale garantiscono panchine e acqua potabile dalle 9 alle 19, raccomandando però prudenza per il transito interno di veicoli a velocità non particolarmente moderata. Se il maestoso parco di Capodimonte resta una certezza, quello dei Camaldoli risulta accessibile solo parzialmente a causa di lavori in corso. La Mostra d’Oltremare garantisce ristoro ma chiude i cancelli alle 18:00.
Al Vomero le isole pedonali di via Scarlatti e via Luca Giordano offrono refrigerio grazie alle loro alberature, mentre a piazza Carità e piazzale Tecchio il beneficio dell’ombra è parzialmente penalizzato dal caos del traffico circostante.
Restano da correggere alcune imprecisioni logistiche. Per la Villa Floridiana viene indicato un orario teorico dalle 7 alle 19:30, ma nella realtà i cancelli non aprono prima delle 8:30. L’Orto Botanico di via Foria offre una splendida oasi ma con finestre temporali ridotte e la chiusura totale nel fine settimana.
Per chi si trova in centro, valide alternative al chiuso e dotate di aria condizionata sono rappresentate da alcune chiese, come San Giovanni Maggiore nei giorni di apertura, biblioteche comunali (quali la Labriola e la Deledda), centri di accoglienza come il Binario della Solidarietà ed il centro La Palma e le principali stazioni di metropolitana e ferrovie.
L’emergenza riguarda da vicino soprattutto la salute pubblica. Dall’ospedale Cardarelli arriva infatti il monito del primario di Neurologia, Vincenzo Andreone: durante i mesi estivi la struttura registra una media di due turisti stranieri ricoverati per ictus. Un dato allarmante che il medico ipotizza possa essere legato alle temperature estreme e alla conseguente disidratazione a cui si espone chi visita la città senza le dovute precauzioni. Proteggersi all’ombra e bere con regolarità non sono più semplici raccomandazioni, ma comportamenti salvavita.
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