
Si sono concluse le elezioni per nominare il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. E il verdetto è arrivato ancor prima della fine dello spoglio delle schede elettorali: Andrea Mazzucchi è ufficialmente il nuovo rettore del primo ateneo laico d’Italia. Docente di Filologia e direttore del Dipartimento di studi umanistici dell’università, ha ottenuto ben 1680 voti. Un dato che ha consentito al candidato di superare già al primo turno il quorum di 1267 voti previsto dal regolamento elettorale per l’elezione del successore di Matteo Lorito. Solo così, in effetti, Mazzucchi ha potuto scavalcare gli altri due competitor in gara: i professori Santolo Meo e Alessandro Pezzella. Era questa, infatti, la soglia minima di preferenze per poter vincere al primo turno – dal momento che, ad essersi recati alle urne, sono stati ben 2532 sui 2943 aventi diritto, registrando un’affluenza dell’86%.
Lo spoglio, prolungatosi sino alle 19:55 della giornata di ieri, ha restituito un Ateneo che ha avuto modo, così, di riscattarsi dalle spaccature che ne avevano segnato sei anni fa la vita politica, a causa della profonda frattura e della manciata di voti che separò Matteo Lorito e Luigi Califano. Stavolta, infatti, gli altri tre candidati Meo e Pezzella hanno ricevuto rispettivamente 409 e 381 voti. Le schede bianche sono state 31, così come quelle nulle.
A vincere, dunque, è un umanista, destinato a tenere le redini dell’ateneo sino al 2032. Classe 1966, fu nominato consigliere regionale del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – ex rettore federiciano – nel 2022 per le biblioteche e l’attività culturale integrata di Palazzo San Giacomo. Ordinario di Filologia italiana e dantesca, ha ottenuto il secondo mandato in qualità di direttore del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II. Autore di oltre 300 pubblicazioni, è socio ordinario dell’Accademia Pontaniana e della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, nonché presidente della Società dei Filologi della Letteratura italiana e membro dell’Accademia della Crusca. Ma non è tutto: formatosi tra Napoli e Firenze, Mazzucchi è considerato tra i più autorevoli studiosi italiani di Dante e della tradizione letteraria medievale.
In occasione della sua schiacciante vittoria durante il primo turno di queste elezioni, cruciale è stato il discorso che Andrea Mazzucchi ha pronunciato, con il quale ha avuto l’opportunità di ribadire nuovamente i punti fondamentali del programma del suo nuovo sessennio. Un piano che si articola in ben nove impegni programmatici, che mettono al centro gli studenti. In particolare, fondamentale per Mazzucchi è sostenere una nuova stagione, durante la quale l’ateneo partenopeo dovrà impegnarsi al fine di promuovere la ricerca, l’internazionalizzazione, la sostenibilità dei campus e un uso governato dell’intelligenza artificiale. Insomma, un piano ambizioso, che racchiude dunque al suo interno una specifica visione dell’ateneo, concepito come bene comune e comunità della conoscenza.
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