
Un nuovo terminal per i voli intercontinentali, una viabilità riorganizzata, più spazi verdi e un collegamento sempre più stretto con la rete metropolitana. Sono esattamente questi gli obiettivi che si prefigge di raggiungere il nuovo Masterplan dell’aeroporto di Napoli-Capodichino: un piano di sviluppo incredibilmente innovativo, presentato ieri nel capoluogo partenopeo – all’interno della sala De Sanctis del Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania – e indirizzato a trasformare lo scalo napoletano in un vero e proprio city airport intercontinentale, aumentando l’efficienza e la qualità dei servizi, oltre che puntare sulla sua integrazione con la città.
Il programma – che ha goduto, peraltro, dell’approvazione dall’Enac durante lo scorso mese di agosto – fissa un orizzonte temporale piuttosto definito, individuando come anno di scadenza il 2035. Ma non è tutto: prevede anche degli investimenti totali per oltre 250 milioni di euro destinati agli interventi, di cui 230 proverranno da risorse private. Ancora, centrale nell’ambito del progetto si rivela essere, inoltre, l’acquisizione di circa 170mila metri quadrati di nuove aree, che accompagneranno l’espansione e la riorganizzazione delle attività aeroportuali.
Ad ogni modo, tra le numerose opere principali previste, figura il nuovo terminal dedicato ai passeggeri dei voli extra Schengen, che si estenderà lungo una superficie pari a circa 15mila metri quadrati. Un terminal che sarà affiancato dalla presenza di nuove piazzole per la sosta degli aeromobili, una struttura cargo-logistica, un airport hotel e una serie di lavori volti a consolidare la viabilità di accesso e l’interramento di Viale Maddalena. Ancora, centrale nell’ambito del piano è l’attenzione che viene posta al tema della sostenibilità ambientale, alla quale sarà destinato un fondo complessivo di 13 milioni di euro.
Ma non è tutto: il piano presentato a Palazzo Santa Lucia, infatti, prevede una crescita sostenibile del traffico di passeggeri, che vivrà un incremento fino a 17,3 milioni di utenti l’anno al 2035. Il tutto sarà accompagnato da una significativa crescita del Pil – pari al +1% – e a 20mila nuovi posti di lavoro, senza però immaginare un aumento dell’attuale capacità oraria dello scalo.
Una crescita incredibile, che diventerà presto realtà soltanto grazie all’impiego di aeromobili di maggiori capacità, oltre che al coefficiente medio di riempimento degli aerei e, soprattutto, a una pianificazione dei voli di gran lunga più efficiente, con una migliore distribuzione nelle fasce orarie segnate da una minore intensità di traffico.
Tuttavia, sarebbe errato affermare che il focus del progetto sia concentrato esclusivamente sull’aeroporto. Uno degli elementi più significativi del Masterplan, d’altronde, è il nuovo rapporto che verrà delineato tra l’aeroporto e il tessuto urbano circostante. Particolare rilievo, a tal proposito, sarà assunto dall’intervento su viale Umberto Maddalena, che sarà interrato al fine di liberare superfici oggi occupate dalla viabilità.
Aree che, a loro volta, saranno destinate a nuovi spazi verdi e percorsi ciclopedonali, a completa disposizione della comunità, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra il quartiere, l’aeroporto e la rete del trasporto metropolitano. Ancora, si prevede un nuovo intervento destinato a riscrivere completamente la circolazione stradale. È prevista, infatti, una nuova viabilità ad anello, dotata di una seconda uscita veicolare proprio sul viale Umberto Maddalena, che contribuirà a ridistribuire al meglio i flussi e a ridurre la pressione veicolare lungo le arterie stradali circostanti lo scalo.
Insomma, un masterplan destinato a ridisegnare il volto dello scalo aeroportuale partenopeo, i cui lavori saranno scanditi in due fasi distinte. La prima, con traguardo fissato al 2029, prevede il consolidamento e l’ammodernamento delle infrastrutture già esistenti: al centro degli interventi figureranno la pista e i raccordi, i piazzali e le aree terminali, oltre alla viabilità. In particolare, in vista dell’imminente America’s Cup, si prevede il completamento di una prima serie degli interventi entro marzo 2027. Ancora, durante questa prima fase dei cantieri, sarà possibile assistere alla realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico.
La seconda fase porterà invece a regime il progetto di potenziamento, con l’entrata in funzione del nuovo terminal intercontinentale, la realizzazione delle nuove piazzole, dell’area cargo-logistica e dell’airport hotel, oltre al completamento della nuova viabilità. Una serie di interventi piuttosto ambiziosi, che dovranno essere portati a termine entro il 2035.
Ci troviamo, dunque, dinanzi ad un’importante progettazione, che promette di ridisegnare “il futuro dello scalo napoletano” e, allo stesso tempo, di rigenerare il tessuto urbano “per il quartiere e la città”, come ha evidenziato il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “L’aeroporto rappresenta un’infrastruttura strategica per la nostra regione – ha proseguito il presidente – e la sua crescita, un motore fondamentale per l’attrattività turistica e degli investimenti, lo sviluppo internazionale delle imprese e l’occupazione. Come amministrazione regionale investiamo risorse destinate al miglioramento della viabilità e dell’accessibilità. Sosteniamo con convinzione questo percorso, che unisce esigenze di ammodernamento e potenziamento dello scalo con interventi di riqualificazione dell’area ed efficientamento di trasporti e mobilità”.
Insomma, si prospetta un futuro più che meritato per lo scalo napoletano, soprattutto alla luce del significativo sviluppo che l’aeroporto di Capodichino ha registrato negli ultimi anni, “che tanto ha contribuito ad accrescere la dimensione internazionale di Napoli sempre più come capitale europea”, come ha ricordato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Erano necessari – ha concluso il primo cittadino – interventi di ammodernamento e ampliamento per dotarci di uno scalo sempre più efficiente e funzionale per la città”.
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