
La data esatta dell’inaugurazione non è ancora stata confermata, ma una cosa è certa: Crazy Pizza di Flavio Briatore aprirà presto i battenti sul lungomare di Napoli. La pizzeria/spettacolo sarà operativa alla fine della stagione estiva ma i prezzi da capogiro del menù sono già trapelati. Infatti, sembrerebbe che una Margherita costi 17 euro mentre una Patanegra può arrivare anche a 65 euro. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: in una città dove la pizza nasce e mantiene il suo status di piatto popolare, c’era davvero bisogno di un’attività del genere?
Fenomeni come quello dell’overtourism e della turistificazione aggrediscono la città di Napoli da diversi anni. I prezzi degli affitti salgono, le persone vengono sfrattate per fare posto ai bed&breakfast e le botteghe del centro storico chiudono per lasciare spazio a negozi di souvenir e fast food. Il rischio, è che l’offerta turistica superi la domanda. Nel secondo semestre del 2023 erano oltre 1.000 le case tolte dal mercato delle locazioni per residenti e inserite in quello turistico. E le pizzerie? Napoli ospita oltre 8.200 pizzerie; le più famose, come le sedi di Sorbillo, sfornano circa 1.200 pizze al giorno.
In questo scenario fatto di turisti, dunque, Crazy Pizza si integrerebbe alla perfezione. Briatore infatti ci ha tenuto a specificare che il suo locale non offrirà solo del cibo, ma una vera e propria esperienza fatta di intrattenimento e prodotti di alta qualità. Elementi che cascano a pennello in una città disposta ad accogliere sempre più turisti. Quello dell’imprenditore, infatti, sembrerebbe più un prodotto per i visitatori che per i cittadini di Napoli.
In fin dei conti, Briatore non è il primo ad introdurre un nuovo concept di pizza. Sono sempre di più gli imprenditori e i pizzaioli che provano ad ideare un format nuovo, è già da anni che si sente parlare di “pizza contemporanea”. Quest’ultima si distinguerebbe dalla pizza classica per il suo impasto leggero a lunga lievitazione, il cornicione alto e l’utilizzo di pomodoro biologico e farine macinate a pietra. Anche nell’ambito della pizza, dunque, c’è voglia di cambiamento e innovazione.
Briatore avrebbe sposato alcuni di questi ideali, proponendo ingredienti forti ed identitari ma mantenendo un tipo di pizza basso e senza cornicione. Come sostenuto da tanti pizzaioli napoletani, l’imprenditore non vuole vendere solo la sua pizza ma anche uno show, il lusso e il fascino de locale. Elementi sicuramente molto attraenti, ma saranno in grado di catturare l’attenzione dei napoletani?
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