
Nella Biblioteca Nazionale di Napoli, precisamente nel fondo Leopardiano, Marcello Andria e Paola Zito hanno ritrovato un manoscritto giovanile di Leopardi. Risalente a quando aveva 16 anni, l’appunto è formato da 4 mezzi fogli, ripiegati nel mezzo in modo da ottenere otto facciate. Su di essa l’autore ha recato una lunga lista di autori antichi e tardo antichi, seguito da una serie di riferimenti numerici.
Andria e Zito hanno curato la pubblicazione per i tipi di Le Monnier Università, presentandolo il volume “Leopardi e Giuliano imperatore. Un appunto inedito dalle carte napoletane” il 3 maggio nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale. In una nota si legge che la scoperta di questo inedito “conferma l’importanza della raccolta leopardiana napoletana, che si presenta sempre più completa“. Questo scritto appartiene ad un Leopardi sedicenne, assiduo frequentatore della biblioteca paterna, che realizza “un accurato e capillare spoglio dell’Opera omnia di Giuliano imperatore, ricorrendo all’edizione di Spanheim, apparsa a Lipsia nel 1696”. Gli anni in cui il giovane Leopardi si accosta alla lettura di Giuliano rappresentano “una tappa significativa nel percorso di rivalutazione della figura dell’Apostata”.
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