
Dal 14 ottobre 2023 al 14 gennaio 2024, i capolavori di Pablo Picasso verranno esposti in una mostra immersiva gratuita all’Archivio di Stato di Napoli. La mostra “Pasion Picasso” prevede l’esposizione di 39 opere dell’artista, appartenenti alle collezioni dei grandi Musei Internazionali, tramite un’esperienza virtuale pronta a calare il pubblico nel grande genio artistico di Picasso.
Pablo Picasso, uno dei fondatori della corrente artistica del Cubismo, in tutta la sua produzione pittorica cercherà di rappresentare la realtà in modo anticonvenzionale, lontano dall’immaginario collettivo, tramite l’utilizzo di forme geometriche e tratti particolari. L’artista malagueño si impegnò inoltre nella realizzazione di opere a carattere critico nei confronti dello stato, tanto da essere considerato oggi un punto di incontro tra estetica e politica.
Sono passati settant’anni dal 1953, quando ebbero luogo due Mostre antologiche di Pablo Picasso, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma e successivamente a Palazzo Reale a Milano. Oggi, all’Archivio di Stato di Napoli, è custodito il Fondo donato dalle eredi del senatore Eugenio Reale, ai tempi fidato consigliere di Palmiro Togliatti su temi della politica estera e della cultura, e fu lui a volere fortemente che le due mostre fossero realizzate.
Quest’anno, inoltre, è il cinquantesimo anniversario della morte del grande pittore spagnolo, oggi protagonista delle manifestazioni ufficiali internazionali del grande Progetto congiunto dei Governi di Spagna, Francia e Italia “Picasso Celebration. 1973-2023”.
Successivamente a queste ricorrenze nasce questa mostra immersiva che ha come cornice la piazzetta Grande Archivio del convento benedettino dei santi Severino e Sossio. “Pasiòn Picasso” presenta i documenti, gli epistolari, gli appunti del Senatore Reale, che raccontano le vicende che ruotarono attorno alla creazione delle due Mostre italiane del 1953. Congiuntamente alla documentazione, sono stati istallati dei visori 3D che permettono al pubblico di vivere un’esperienza immersiva nelle opere più celebri dell’artista.
L’esposizione Pasiòn Picasso è stata realizzata sotto la direzione di Candida Carrino, direttrice dell’Archivio di Stato e curatrice della mostra a Napoli, alla quale abbiamo posto delle domande sul lavoro di ideazione e installazione che c’è stato dietro la mostra.
Qual è stato l’aspetto più interessante da curare?
«È stato molto interessante trovare le connessioni tra i documenti antichi e la possibilità di proporli in maniera diversa ad un pubblico non specialista. Quando abbiamo trovato la combinazione giusta, ovvero l’esposizione dei documenti storici abbinati alla fruizione dei quadri in maniera immersiva, ho vissuto il momento più bello di tutto il lavoro che c’è dietro questa mostra».
Com’è nata l’idea dell’esperienza virtuale ed immersiva dei quadri?
«L’idea è nata proprio dalla ricerca di queste connessioni tra la documentazione e la ricerca di esporre le opere in maniera alternativa. Tutto questo ci ha permesso di avvicinare alla mostra soprattutto i giovani. Infatti il virtuale attira di più i ragazzi e l’esperienza immersiva piace molto alle nuove generazioni, perché e viva e molto vitale».
Inoltre, la mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna a Roma, il Consolato generale di Spagna a Napoli e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa. All’inaugurazione della mostra era presente l’Ambasciatore di Spagna Miguel Fernàndez-Palacios che, rispondendo alle nostre domande, ha sottolineato l’importanza di preservare il legame che Napoli ha con la Spagna.
Perché è ancora importante stringere un legame culturale tra la Spagna e Napoli?
«Questo collegamento artistico e culturale è sempre stato importante ed è importante perché tra la Spagna e Napoli c’è un legame emozionale molto forte, basato sulla storia, la lingua e un passato condiviso. Quando noi spagnoli veniamo a Napoli ci sentiamo a casa e quando un napoletano va in Spagna si sente a casa. In fondo Napoli è la città più spagnola che c’è».
Cosa vorrebbe fare concretamente per rafforzare questo legame storico?
«Sicuramente incrementando il numero di eventi culturali a Napoli. Io sono ambasciatore di Spagna in Italia ma ho sempre avuto un occhio di riguardo per la città Partenopea perché la cultura unisce i popoli, noi abbiamo la fortuna di essere già uniti e questo legame non si perderà nel tempo».
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