
Mentre si rimane in attesa della presentazione dell’ultimo bilancio previsionale della prima consiliatura del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – fissata per il prossimo 29 gennaio – pochi giorni fa si è tenuta un’intensa riunione della commissione bilancio, guidata da Walter Savarese. Durante l’incontro, l’assessore Pier Paolo Baretta ha colto l’occasione per illustrare numerose modifiche apportate al Dup – acronimo di “Documento unico di programmazione”. Si trattano di cambiamenti radicali, fondamentali per l’approvazione della manovra economica. Dalla discussione è emerso un dato significativo: Palazzo San Giacomo ha preso la decisione di mobilitare ben 80 milioni di euro con lo scopo di finanziare 32 progetti di investimento. Un’iniziativa dalla portata storica, che promette di fungere da volano per lo sviluppo della città.
Così, infatti, si è concluso “l’accordo con la Bei, la Banca europea per gli investimenti”, che “vedrà a favore del Comune un mutuo di 40 milioni e la riattivazione dei mutui cosiddetti dormienti per altrettanti 40 milioni per un totale di 80 milioni”, stando a quanto dichiarato a caldo l’assessore al termine del tavolo di confronto. I mutui inattivi in questione si riferiscono chiaramente a quelli stipulati dal Comune, ma mai utilizzati, per i quali, nonostante tutto, il Comune continua ancora sostenere il pagamento degli interessi.
Nell’ambito della lunga lista di progetti in programma si evidenziano, in primis, i nuovi interventi che interesseranno il monumentale Maschio Angioino, finalizzati al completamento dei Lotti 1 e 2. Nel frattempo, a Castelnuovo si renderà necessario migliorare l’accoglienza, soprattutto in considerazione dell’aumento delle tariffe d’ingresso per i turisti. Sono previsti, inoltre, lavori strutturali anche in via dei Mille, al museo Pan, e in piazza Giovanni XXIII, sullo storico Archivio Comunale. Ma non è tutto: si stanno pianificando, infatti, anche una serie di significativi lavori di riqualificazione per l’ex edificio dell’Anagrafe di piazza Dante, che potrebbe essere valorizzato attraverso richieste di trasformazione in parte in albergo, oppure adattato dal Comune per ospitare studenti e altre iniziative. In sintesi, Palazzo San Giacomo avvia cantieri che non beneficeranno affatto di finanziamenti esterni, impiegando esclusivamente risorse proprie.
Ancora, all’interno dell’ex Ospedale della Pace, sorge un monumento che non è solo sede della Municipalità, ma anche del museo della medicina di Napoli. Questo luogo, affascinante e molto frequentato, si colloca in via Tribunali, nel cuore del centro storico, che è tra l’altro patrimonio dell’umanità UNESCO. Seppur non di rilevanza storica, ma di grande importanza per gli investimenti, è in fase di realizzazione la Variante urbanistica per l’area est della città. Tra le opere programmate, infatti, spicca la riqualificazione della “Piastra del Centro Direzionale”, che comprende il lungo vialone centrale e i giardini circostanti. L’investimento totale supera i 30 milioni di euro, che saranno però distribuiti in più fasi.
Una parte significativa dei fondi, circa venti milioni, sarà destinata alla sistemazione delle coperture degli edifici di Erp – Edilizia Residenziale Pubblica – che si snodano tra Scampia e Ponticelli, oltre che per San Giovanni a Teduccio. Infine, fondi consistenti saranno anche destinati per l’installazione dei cancelli nella Galleria Umberto, segnando così un ulteriore passo in direzione del miglioramento degli spazi pubblici della città.
Insomma, “un piano straordinario di investimenti molto rilevante per gli interventi previsti, tra i quali rientrano anche quelli derivanti dal maxi-emendamento approvato dal Consiglio comunale, che ora può finalmente essere reso operativo”, ha continuato Baretta. La visione dell’assessore, del resto, si traduce in un vero e proprio processo di crescita, al quale l’intero capoluogo partenopeo è chiamato. Basti pensare, del resto, ad eventi di fondamentale importanza, come “Napoli Capitale Europea dello Sport”, già avviato, o la prossima Coppa America.
Senz’altro, “si tratta di eventi che presuppongono risorse dedicate e una riorganizzazione complessiva di alcuni spazi urbani, in particolare a Bagnoli”, come ha sottolineato lo stesso Baretta, ma che offrono al contempo una serie di spunti per l’individuazione di nuove strategie volte a realizzare una completa rigenerazione urbana della città, tra le quali si segnalano “il completamento del percorso di abbattimento delle Vele di Scampia e la ricostruzione degli alloggi previsti, con tutte le azioni collegate al processo di riqualificazione urbana”.
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