
Napoli è la prima città in Italia che conferirà la cittadinanza onoraria a Julian Assange. Una notizia arrivata nel corso del consiglio comunale di Napoli nella mattina del 28 settembre. La decisione è stata presa dopo l’intervento dell’ Assessore al Turismo Teresa Armato che ufficializzato anche la volontà del Sindaco di Napoli sulla cittadinanza onoraria ad Assange.
Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, è il protagonista suo discapito del caso che ha scosso il mondo per oltre un decennio. Ancora oggi solleva importanti interrogativi sulla libertà di stampa, la trasparenza governativa e la protezione dei segreti statali.
Julian Assange ha guadagnato notorietà mondiale alla fine degli anni 2000. WikiLeaks, un sito web fondato da Assange, si proponeva di divulgare documenti riservati e classificati. Il suo obiettivo dichiarato era quello di rendere pubbliche informazioni di interesse pubblico. Obiettivo tradotto nel mettere in luce casi di corruzione, abusi dei diritti umani e operazioni segrete governative.
Julian Assange risulta perseguitato principalmente a causa delle azioni di WikiLeaks. L’organizzazione da lui fondata ha infatti pubblicato una vasta quantità di documenti classificati e riservati.
Gli Stati Uniti hanno accusato Julian Assange di violare l’Espionage Act, una legge federale che proibisce la divulgazione non autorizzata di informazioni classificate. Queste informazioni potrebbero mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Secondo l’accusa, le pubblicazioni di WikiLeaks avrebbero messo a rischio operazioni governative e la sicurezza degli Stati Uniti.
Il 6 giugno, il giudice dell’Alta corte britannica ha emesso una sentenza di tre pagine, respingendo l’appello di Julian Assange contro l’ordine di estradizione degli Stati Uniti, che era stato firmato un anno fa dal ministro degli interni britannico.
Assange si trova da quattro anni nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, a Londra. Se estradato, rischia una pena di fino a 175 anni di carcere.
Gli avvocati hanno presentato un ulteriore ricorso, per il quale si attende nuova udienza da parte dell’Alta corte britannica. Già dal 2010 Assange è di fatto prigioniero a Londra (prima presso l’ambasciata dell’Ecuador) per aver pubblicato dati e informazioni verificati di cui l’opinione pubblica aveva legittimo diritto di venire a conoscenza.
Napoli non è solo la prima città italiana a fare tale gesto. Ma si posiziona come faro di un movimento che aspira a vedere la libertà per Assange. Un sentimento condiviso da molti, che vedono in questo riconoscimento un passo verso una giustizia più ampia, una voce più forte per la libertà di stampa.
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