
432 presenze, 121 gol, 10 stagioni con la maglia che sognava da bambino, con la maglia che ha cucito sul cuore. Napoli-Genoa non è una finalissima per gli azzurri, di certo non è tra le più decisive del campionato, ma la sua rilevanza è data dall’addio di capitan Insigne allo stadio che lo ha visto crescere come professionista.
Dall’altra parte c’è un Genoa con cui si condivide l’indimenticabile promozione del 2007, in quel 10 giugno che riportò le due squadre nella massima serie. In 15 anni i percorsi sono stati diversi: il Napoli è diventato squadra europea in pianta stabile, il Genoa – soprattutto nelle ultime stagioni – si è reso protagonista della lotta retrocessione, spesso fino agli ultimi minuti del campionato. Oggi sarà ospite di una giornata memorabile per il popolo partenopeo, ma avrà in mente esclusivamente l’obiettivo dei tre punti, di vitale importanza per continuare a sperare nella salvezza.
Il Napoli ha 73 punti in classifica e la matematica gli permette di oscillare tra il secondo e il quarto posto: niente più ambizioni di Scudetto, insomma, ma posto in Champions assicurato. Dopo la battuta d’arresto con l’Empoli, nel disastro che ha fatto uscire, di fatti, gli azzurri dalla corsa Scudetto, ci sono state due vittorie convincenti per risultato – 6 a 1 al Sassuolo – e per cinismo – 1 a 0 al Torino di Juric.
Decisamente meno brillante il campionato del Genoa. Attualmente 19esimi in classifica, i Grifoni hanno un disperato bisogno di punti. Col pareggio della Salernitana con l’Empoli, una vittoria potrebbe ridare speranza, dando la possibilità di agganciare proprio i granata. La stagione è stata disastrosa per diversi motivi che probabilmente saranno oggetto di analisi a fine campionato, comunque vada. Tra questi, una rosa costruita non in maniera impeccabile. L’arrivo di Blessin ha dato una spinta diversa, senza dubbio, soprattutto ad una fase difensiva che prima sembrava veramente senza speranze.
Le ultime partite sono state un’altalena di emozioni che hanno portato il Genoa a vestire, alternativamente, il ruolo di favorita e sfavorita per la salvezza. Il 2 a 0 a casa del Milan ci può anche stare, mentre l’1 a 0 inflitto al Cagliari nello scontro diretto sembrava incanalare i rossoblù verso la salvezza. C’è stata, poi, la sconfitta nel derby con la Samp (1-0) che ha minato di nuovo le speranze, rinvigorite dalla clamorosa vittoria per 2 a 1 contro la Juventus.
Spalletti dovrebbe schierare la formazione che ha dato certezze in queste ultime uscite. Davanti ad Ospina – ancor di più intoccabile dopo lo scivolone di Meret contro l’Empoli – difesa titolare con Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly e Mario Rui. Sorpresa Ghoulam? Anche l’algerino è con ogni probabilità all’ultima nello stadio che lo ha visto arrivare all’apice della sua carriera, diventando tra i migliori nel suo ruolo, per poi crollare sotto i colpi di infami infortuni. Faouzi è convocato, difficile vederlo da titolare (ma non da escludere). Più verosimile che gli vengano concessi minuti a gara in corso. Il centrocampo a due dovrebbe ancora essere un mix di geometrie e nerbo, con Ruiz e Anguissa in vantaggio su Lobotka. L’attacco ha ormai delle certezze ed oggi più che mai nessuno metterebbe in discussione la titolarità di capitan Insigne, che farà di tutto per regalare una grande prestazione e magari un gol per il suo addio. Al suo fianco Mertens e Lozano sono in vantaggio su Zielinski e Politano per supportare l’unica punta Osimhen.
Se il Napoli non fa esperimenti, ancor di meno può permetterselo il Genoa. Gara della vita per i grifoni che tra i pali schiereranno Sirigu. 4-2-3-1 speculare, con linea difensiva formata da Hefti, Ostigard, Bani e capitan Criscito. Anche Blessin si affida ad un mix di geometria e nerbo per la mediana, con Badelj e Galdames che sembrano favoriti su Frendrup. Dubbi sui tre che dovrebbero accompagnare l’unica punta Destro. Si va da una soluzione più offensiva, con Ekuban e Yeboah ai lati di Amiri, faro tecnico della fase offensiva, ad una soluzione meno spregiudicata con l’inserimento di Portanova. Terza opzione, forse più remota, quella che vedrebbe Yeboah prima punta con Portanova, Amiri e Ekuban alle spalle.
NAPOLI (4-2-3-1)
Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Ruiz; Lozano, Mertens, Insigne; Osimhen.
Allenatore: Spalletti.
A disposizione: Meret, Marfella, Juan Jesus, Zanoli, Malcuit, Ghoulam, Lobotka, Demme, Zielinski, Elmas, Politano, Ounas, Petagna.
GENOA (4-2-3-1)
Sirigu; Hefti, Ostigard, Bani, Criscito; Badelj, Galdames (Frendrup); Yeboah (Ekuban), Amiri, Portanova; Destro.
Allenatore: Blessin.
A disposizione: Semper, Vasquez, Masiello, Ghiglione, Cambiaso, Frendrup (Galdames), Melegoni, Hernani, Rovella, Gudmundsson, Ekuban (Yeboah), Piccoli.
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