
Anche Napoli segue il modello di città all’avanguardia sul tema del contrasto al cambiamento climatico istituendo la sua prima mappa dei rifugi urbani. La peculiarità è che tale mappa è il risultato di un percorso condiviso tra l’associazione Cleanap, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Comune di Napoli. Il progetto nasce da un’attività di mappatura del territorio comunale della durata di un anno in cui l’associazione ha individuato 38 luoghi pubblici indoor e outdoor in grado di offrire una mitigazione delle temperature durante i periodi di caldo estremo.
I rifugi climatici sono spazi ad accesso gratuito progettati per garantire alla popolazione un riparo sicuro durante i picchi di calore estremo sempre più frequenti a causa della crisi climatica. Si tratta di luoghi ombreggiati o freschi come parchi, aree verdi, biblioteche, cortili delle scuole, concepiti per essere a disposizione anche di coloro che non possono permettersi impianti climatizzati.
La mappa napoletana segue gli esempi dati da altre grandi città europee e italiane, dove tali luoghi sono realtà da anni. La prima grande città a dotarsi di una rete di ‘climate shelters’ fu infatti Barcellona nel 2020 con 350 punti sparsi su tutto il territorio comunale. La città di Parigi ha poi seguito tale esempio, istituendo in vista delle Olimpiadi del 2024 oltre 1300 cool islands.
In Italia la città che è intervenuta più decisamente sul tema è stata Firenze, dove sono stati individuati 44 rifugi climatici selezionati in base a criteri precisi: un ombreggiatura superiore al 70% o climatizzazione e disponibilità di acqua potabile. Oltre a Napoli anche città come Bologna, Roma e Torino hanno predisposto mappe di rifugi climatici e altre iniziative volte a contrastare il calore estremo.
I 38 punti selezionati sono sparsi su tutto il territorio comunale e sono individuabili sul sito del Comune di Napoli. Per ciascun punto la mappa propone una scheda sintetica nella quale sono indicate le caratteristiche del luogo, l’eventuale disponibilità di servizi igienici e la distanza dalle fontane pubbliche. Affinchè i cittadini possano individuare con facilità gli spazi più adatti alle proprie esigenze.
TROVALI QUI: https://www.rifugiclimaticinapoli.it
Questa iniziativa risponde alla necessità di rendere più vivibili d’estate le nostre città. Infatti nei centri urbani gli effetti della crisi climatica sono amplificati a causa del fenomeno delle ‘isole di calore‘. Zone urbane in cui il caldo è maggiore a causa della combinazione di diversi fattori quali l’elevata edificazione e la scarsità della vegetazione urbana. Per combattere questo fenomeno, oltre a predisporre mappe di rifugi urbani, diverse sono le città europee dove si è ricorso al depaving, ossia alla sostituzione di asfalto e cemento con superfici verdi e alberi. In Italia la città capofila di questo progetto è stata Genova, che ha inserito la depavimentazione nel proprio PUC. Varie città dunque si stanno sempre più attrezzando per limitare gli effetti del cambiamento climatico attraverso un nuovo modo di gestire il verde pubblico. Questo infatti non può essere più considerato solo come un ornamento urbano ma soprattutto come uno strumento concreto per garantire la sicurezza dei cittadini durante i picchi di caldo estremo.
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