
La città di Napoli ha ormai superato quello sdoganamento che per anni ne limitava lo sviluppo dal punto di vista turistico. Oggi si parla di un trend “Napoli”, di un marchio divenuto un vero attrattore per milioni di persone dal tutto il mondo, affermandola come una delle mete più ambite d’Europa. Tutto questo aumenta esponenzialmente l’economia della città, soprattutto per i medi e piccoli commercianti nel settore food, che grazie al fattore del turismo stanno vivendo una delle stagioni migliori. Tuttavia, non rallenta la pressione della criminalità organizzata sul tessuto commerciale. In un report pubblicato dal Ministero dell’Interno, e rielaborato dal Sole24 ore, la città di Napoli appare al 13mo posto in Italia per denunce e si afferma come maglia nera per numero di denunce per estorsioni. Un dato importante che ci aiuta a comprendere meglio “lo stato di salute” della città.
A raccontarlo è Ulderico Carraturo, imprenditore e presidente della FAI Antiracket Porta Capuana, una delle realtà più attive nel contrasto alle estorsioni: «Rispetto agli anni ’80 il fenomeno è diminuito, ma è ancora molto presente. Il vero problema è la resistenza alla denuncia». Oggi il racket assume forme più sottili e meno riconoscibili: imposizione di fornitori, acquisto obbligato di merci, controllo indiretto delle attività. «Il fenomeno estorsivo non è solo la richiesta di soldi – spiega Carraturo – ma anche l’imposizione di beni e servizi. È un modo per controllare il mercato e limitare la concorrenza». Secondo i dati delle principali associazioni antiracket e delle relazioni del Ministero dell’Interno, la Campania resta tra le regioni con la più alta incidenza del fenomeno estorsivo, ma con un numero di denunce significativamente inferiore rispetto alla sua reale diffusione.
Il punto più critico è proprio la percezione che in molti casi soprattutto, tra i piccoli commercianti, il pagamento del pizzo venga vissuto come una “spesa inevitabile”, una sorta di “tassa della tranquillità”. Un compromesso accettato per evitare danni peggiori. «Si tende a normalizzare qualcosa che normale non è, soprattutto quando le cifre iniziali sono basse e sembrano gestibili» continua il presidente. È in questo calderone che la camorra continua a esercitare il proprio potere, abbassando a primo impatto il pericolo “militare” ma incidendo di più con una pressione economica. Napoli registra una delle percentuali più basse di denunce per racket in Italia rispetto alla percezione, un dato che potrebbe essere letto, erroneamente, come un segnale positivo, ma tutti sanno che non è così. «Le denunce basse non significano che la camorra è sparita – chiarisce Carraturo – ma che c’è ancora molta paura e resistenza».
La crescita economica degli ultimi anni rappresenta una grande occasione per Napoli, e allo stesso tempo anche un terreno fertile per infiltrazioni camorristiche. «C’è uno sviluppo commerciale enorme – dice Carraturo – ma anche tanto abusivismo, è proprio lì che si inseriscono le dinamiche estorsive». Il rischio è che parte della ricchezza generata dal turismo possa essere intercettata e controllata da circuiti illegali di riciclaggio, rallentando lo sviluppo “pulito” e legale dell’economia.
Uno degli elementi più interessanti emersi dall’intervista riguarda il rapporto tra gli imprenditori vittime di estorsione e le istituzioni. «Molti dicono che lo Stato è assente, ma non è vero. Esistono strumenti e tutele concrete, il problema è che spesso non sono conosciuti. Dalle misure di sostegno economico per le vittime di estorsione ai percorsi di protezione, il sistema normativo italiano offre strumenti considerati tra i più avanzati in Europa, però senza informazione e fiducia, restano inutilizzati» conclude il presidente Fai Antiracket Porta Capuana.
Leggi anche: “Contro il racket facciamo squadra”: il dibattito a Casa Don Diana
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...