
Napoli è destinata a diventare un centro nevralgico nel panorama delle neuroscienze con l’annuncio della nascita dell’Istituto Campano di Neuroscienze (ICAN). Questa iniziativa ambiziosa, promossa dalla Regione Campania, mira a elevare gli standard della sanità locale, creando una struttura all’avanguardia per la cura, la ricerca e la formazione nel campo delle patologie neurologiche e oncologiche cerebrali.
L’Istituto Campano di Neuroscienze nasce dal lavoro dell’Osservatorio per le Neuroscienze della Regione Campania e risponde allo stimolo del premio Carla Russo che gratifica i giovani ricercatori impegnati nella lotta ai tumori cerebrali. Finanziato dalla Regione Campania con un investimento di 55 milioni di euro (che raggiungeranno i 70 milioni complessivi secondo quanto dichiarato da De Luca), sorgerà all’interno dello spazio attualmente disponibile presso l‘Ospedale del Mare. L’obiettivo primario dell’Asl Napoli 1 è quello di realizzare un polo d’eccellenza che non si limiti alla sola cura dei pazienti, ma che si dedichi con grande impegno alla ricerca, garantendo una rapida traslazione delle scoperte di laboratorio in applicazioni terapeutiche concrete, migliorando e accelerando così il percorso di guarigione dei pazienti. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha specificato che la struttura concentrerà non solo attività di neurochirurgia, ma anche attività di ricerca nel campo dell’oncologia: l’intento è quello di creare un’istituzione paragonabile, ma al tempo stesso superiore, a realtà di eccellenza già esistenti in Italia, come l’Istituto Besta di Milano e l’Istituto Neurologico di Bologna, attraverso l’integrazione delle attività dell’Istituto con l’attività ospedaliera. Il dottor Giuseppe Catapano, attuale direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare, sarà il direttore del nuovo Istituto e sotto la sua guida l’edificio ospedaliero sarà concepito per racchiudere tutte le funzioni necessarie, dall’imaging alla chirurgia, dalla degenza ordinaria alla fase riabilitativa post-operatoria.
L’iniziativa è inoltre caratterizzata da un ambizioso progetto architettonico che si ispira ai principi della complessità cerebrale e della connessione sinaptica, traducendoli in forma, funzione e linguaggio materico. L’edificio sarà costituito da tre piani sotterranei, di cui il primo sarà dedicato al blocco operatorio, e tre piani fuori terra. L’involucro esterno della struttura, invece, è stato pensato per simulare le sinapsi, utilizzando materiali metallici o traslucidi che enfatizzano la trasmissione della luce e creano effetti visivi mutevoli, quasi a richiamare l’attività elettrica del cervello. L’impiego di pannelli modulari, intrecciati o sovrapposti, renderà la superficie “pulsante”, offrendo un’esperienza visiva dinamica che muterà in base all’angolo di osservazione e all’intensità luminosa. Questo rivestimento contribuirà anche all’isolamento termico e alla ventilazione passiva dell’edificio, integrando così l’estetica con la sostenibilità.
Si prevede che l’edificio diventi uno strumento per un’architettura intelligente e comunicativa, capace di “dialogare” con l’ambiente circostante. I tempi di realizzazione prevedono 18 mesi per la costruzione e 6 mesi per l’affidamento dei lavori, per un totale di 24 mesi: la previsione è che i lavori terminino alla fine del 2027 e che l’apertura dell’Istituto possa avvenire nella primavera del 2028.
Come dichiarato dal dottor Catapano, uno degli obiettivi primari del progetto è eliminare il fenomeno della “migrazione passiva” dei pazienti campani che si recano in altre regioni per ricevere cure specialistiche e, al contrario, creare le condizioni per attrarne altri anche da altre regioni, trasformando la Campania in un polo di riferimento. Uno studio condotto sui dati relativi ai pazienti campani nel 2022-2023 ha osservato infatti tassi di mortalità inferiori rispetto a quelli registrati in strutture identificate come centri di riferimento, dove i pazienti campani spesso si recano per essere operati, questo suggerisce che la migrazione non era giustificata da una qualità superiore delle cure altrove, ma probabilmente legata ad altri fattori. L’ICAN, pertanto, intende colmare questa lacuna e fornire in loco le migliori tecnologie e le professionalità più qualificate.
Altro aspetto fondamentale sarà la formazione di nuovi neurochirurghi e neurologi, garantendo un ricambio generazionale di professionisti altamente qualificati. Tommaso Pellegrino, Consigliere Regionale e primo firmatario della legge per l’istituzione dell’Osservatorio sulle Neuroscienze, ha evidenziato come il nuovo l’Istituto delle Neuroscienze campano rappresenterà un elemento qualificante per la Regione: la concentrazione di queste attività in un unico istituto comporterà infatti un risparmio economico e una migliore formazione dei professionisti, dando accesso alle migliori tecnologie in un centro unico. Vincenzo De Luca ha sottolineato l’estrema ambizione del progetto, che farà leva sulle grandi professionalità esistenti nel campo dell’oncologia e della chirurgia oncologica, e che caratterizzerà ulteriormente l’eccellenza della sanità campana. L’iniziativa rientra nella visione di un governo regionale concentrato su “grandi progetti che riguardano le nostre famiglie, i nostri cittadini, i nostri pazienti“.
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