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Napoli nella top 10 per affluenza di turisti: ma è tutto oro quello che luccica?

Giovanni Cosenza
Giovanni CosenzaRedazione Informare
7 giugno 20246 min di lettura

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Napoli nella top 10 per affluenza di turisti: ma è tutto oro quello che luccica?

Indice (3)

  • 1La rinascita di Napoli 
  • 2Il turismo sta cambiando il volto della città 
  • 3Intervista al dott. Luigi Carbone

Napoli è una delle città più belle del mondo, uno di quei luoghi dal quale, fino a qualche decennio fa, complice la criminalità organizzata, i cumuli di rifiuti accumulati per le strade ed una certa “leggerezza” tipica di un popolo abituato a barcamenarsi in una vita non sempre facile, bisognava stare lontani, da vivere “cum grano salis”. La città era meta di escursionisti che in una giornata prendevano confidenza con i luoghi più caratteristici e sicuri, evitandone altri. Era il caso dei Quartieri Spagnoli, della Sanità o di Forcella, per citarne alcuni, meandri nei quali era pericoloso addentrarsi senza la guida del Virgilio di turno che consentiva il loro attraversamento in sicurezza, lontani da ogni pericolo che potesse palesarsi sul cammino: dal venditore di sigarette contraffatte o dell’ultimo ritrovato di tecnologia che, ben presentato dal mercante di turno, si rivelava essere un “pacco”, una scatola abilmente sostituita con quella presentata in fase contrattuale ma che conteneva un mattone dello stesso peso dell’oggetto proposto: abilità diabolica. 

La rinascita di Napoli 

Negli ultimi decenni Napoli ammalia il visitatore con il suo sterminato patrimonio culturale. Una città unica che, solo grazie alla capacità di adattamento di chi la vive, è stata capace di fronteggiare, soprattutto dopo la pandemia, l’assalto dei 4 milioni di turisti venuti da ogni angolo del mondo. Il turismo sta progressivamente snaturando il volto del centro storico erodendo lentamente quella forte identità che fa di Napoli un brand molto apprezzato nel mondo. 

Il turismo sta cambiando il volto della città 

Nell’ultimo decennio si sono moltiplicate le strutture ricettive extra alberghiere – bed and breakfast e case vacanza – che hanno trasformato interi condomìni in dormitori. Si calcola che almeno 8mila appartamenti siano stati riconvertiti in residenze per viaggiatori. E in una città, la prima in Italia, dove il 38% dei residenti non è proprietario dell’abitazione in cui vive, si è creato il problema delle locazioni turistiche che hanno sfrattato intere famiglie dagli appartamenti in cui vivevano da una vita. E si è creata anche una pericolosa bolla immobiliare con un aumento spropositato dei prezzi degli immobili, che nell’ultimo anno ha toccato l’11,5%. Se nel 2016 un appartamento ai Quartieri Spagnoli sarebbe costato 220.000 euro, ora per lo stesso immobile ne occorrerebbero 650.000. Stessa sorte per i canoni di locazione che, negli ultimi dodici mesi, si sono incrementati del 17%. Non va meglio per gli studenti universitari o i lavoratori fuori sede, anch’essi sfrattati per fare posto ai turisti. Il Comune di Napoli promette il blocco per le nuove licenze di BnB e case vacanza, e una stretta per gli abusivi, che consentirebbe di liberare almeno 2mila abitazioni del centro storico che ritornerebbero ai nuclei familiari. Se tutto dovesse funzionare i primi effetti dei provvedimenti si vedrebbero fra non meno di un anno. Nel frattempo, il diritto all’abitare rimane profondamente leso e il turismo non governato risolve un problema e ne crea uno ancora più grave. 

Intervista al dott. Luigi Carbone

Abbiamo incontrato il dott. Luigi Carbone, Consigliere del Comune di Napoli, presidente della Commissione Cultura, Turismo e Attività produttive. 

Il fenomeno dell’abusivismo, soprattutto per quanto riguarda le strutture ricettive, pare abbastanza diffuso: Federalberghi ritiene che solo a Napoli, su 12.000 alloggi, circa 6.000 siano irregolari. Ma nonostante tutto continuano a lavorare indisturbati.  

«Il Comune di Napoli ha acquistato un software che incrocia i dati presenti sulle piattaforme di prenotazioni alberghiere con il servizio comunale che incassa la tassa di soggiorno. Abbiamo scoperto che circa 2.000 attività ricettive, pur versando la tassa di soggiorno, sono totalmente abusive. Riceveranno a breve una comunicazione che le sollecita a regolarizzarsi, se posseggono i requisiti per farlo. In merito ai controlli, purtroppo non abbiamo agenti di polizia municipale sufficienti ma siamo fiduciosi perché stiamo già vedendo i primi risultati: solo su Booking sono scomparse negli ultimi mesi almeno 1.000 strutture ricettive di Napoli. Stiamo anche pensando, insieme alla Regione Campania, di rendere obbligatoria la comunicazione dei dati catastali di chi fa locazione turistica a breve termine. È un modo per scoraggiare l’abusivismo ed incanalare l’attività ricettiva nell’alveo della legalità». 

Via Toledo, una volta segnalata dalle guide turistiche come la strada dello shopping, si è ormai trasformata in una grande friggitoria, un luogo “mangia e fuggi”. A volte sembra che il divieto di apertura di nuove attività di somministrazione, imposto dal comune, non stia funzionando. 

«Per capire se il provvedimento del Comune stia funzionando, dobbiamo attendere almeno due anni perché al tempo della delibera c’erano imprenditori che nel frattempo avevano già avviato il loro investimento. Quando abbiamo intentato loro causa, il TAR della Campania ci ha dato torto ritenendo l’iniziativa privata, di chi aveva iniziato a sottoscrivere un contratto di locazione o chiedere un finanziamento, prevalente rispetto all’intenzione del comune di sospendere ex nunc il rilascio di nuove licenze. Personalmente credo che Napoli stia diventando una città meno identitaria dal punto di vista delle eccellenze che erano il tessile e un certo modo di fare commercio di qualità. Noi crediamo che la delibera comunale ponga un argine e siamo molto contenti che l’apertura di Gallerie d’Italia stia portando un’offerta culturale molto elavata. Anche la galleria Umberto sarà riqualificata grazie ad un finanziamento di due milioni e mezzo di euro che consentirà di restaurare il pavimento e di chiudere due dei quattro varchi». 

Un problema che è sotto gli occhi di tutti è l’abuso di suolo pubblico. Per chi vive il centro storico è sempre più difficile transitare sui marciapiedi, a volte occupati totalmente dai tavolini o dai bidoni della spazzatura dei ristoranti, cosa ne pensa? 

«Noi ci siamo trovati a governare il post Covid con un numero spropositato di deroghe, concesse dal sindaco de Magistris ben oltre la deroga nazionale. Oggi però la Lega e Fratelli d’Italia sembrano promettere ai ristoratori che questo stato di cose continuerà fino all’estate del 2025, qualche parlamentare pensa addirittura di renderla permanente. Io, che vengo dai Quartieri Spagnoli, e vedo il mio quartiere totalmente svenduto ai ristoratori, ho più volte denunciato la necessità di aumentare i controlli ed ho proposto l’affissione fuori ogni ristorante di un Qr code attraverso il quale i cittadini possono sapere quanto suolo pubblico ogni ristoratore può occupare. Voglio fare un appello al Governo, attraverso Magazine Informare: «Noi siamo un comune, l’ultima filiera per applicare le norme, e le nostre fonti madre sono il parlamento e il governo. Se continuate a rinnovare le deroghe, contro qualsiasi ricorso il TAR ci darà torto. I colpevoli non sono i sindaci ma è la politica nazionale che, in campagna elettorale, deve fare incetta di voti». Riteniamo che la vivibilità di una città si misuri su pochi indicatori: il verde pubblico e la possibilità di fruire di spazi pubblici. La tassa che riceviamo dai ristoratori è a ristoro, per il mancato godimento degli spazi comuni. Ma se li prendono tutti i ristoratori, diventa una privatizzazione di fatto».   

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  • #affitti
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  • #Napoli
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