
“Rint’ all’uocchi ‘e sti guaglione ca se scordano ‘e problemi e si mettono a canta’”. È nei loro occhi: la spensieratezza, la passione, l’appartenenza ed anche l’identità. Un legame radicato che si sviluppa e si rafforza in tradizioni familiari o anche nella connessione con la città. Un filo che unisce sconosciuti, i loro occhi ed i loro sguardi, e che consente ad ognuno di ripararsi dalla frenesia della quotidianità. In 90 minuti: un luogo di rifugio dalle abitudini, un porto sicuro, un amico su cui fare sempre affidamento. Non è il calciatore, l’allenatore o anche il presidente. È la maglia, azzurra come il mare ed il cielo. Quella maglia di cui parlava il nonno, speciale “perché questa l’ha indossata Maradona”. Quella stessa maglia che ha cambiato nel tempo i materiali ed anche la forma, senza tradire mai nel colore. Un fuoco che parte da dentro, come un legame imprescindibile con la propria terra, che ribolle nelle viscere per sua natura. Ed è dal fuoco che prende vita la passione per Napoli e per il Napoli. Cosa significa essere napoletano? Non sarà una vittoria calcistica a sintetizzare un concetto così ampio, ma di certo un’infinita marea azzurra per le strade e per le piazze è parte di quest’ultimo. Parte di una storia di riscatto e dunque di consapevolezza. Parte di una narrazione che sprigiona oggi una felicità collettiva per il quarto scudetto della storia del Napoli. Una felicità “rint’ all’uocchi ‘e sti guaglione”.
Venerdì 23 maggio alle ore 22:48 il Napoli di Antonio Conte è diventato campione d’Italia. Uno scudetto che arriva all’ombra del Vesuvio per la seconda volta in tre anni, così come fu per quelli vinti nell’epoca di Ferlaino (due volte in quattro anni). Un percorso verso il tricolore, però ben distante da quello definito con Luciano Spalletti. Da un lato il dominio ed i 16 punti di vantaggio sulla Lazio seconda; dall’altro la sfida punto a punto, l’adrenalina e poi la gioia. Un testa a testa con l’Inter, che ha visto nella caparbietà e nel carattere del tecnico azzurro l’emblema di questa corsa alla vittoria. La voglia di rialzarsi, anche se stanchi, la forza di lottare su ogni pallone fino all’ultimo respiro ed il duro lavoro: quell’AMMA FATICÀ, con cui Conte stesso si è presentato agli albori di questa stagione. Uno scudetto che non si identifica con la figura del singolo – nonostante l’impatto dirompente di Scott McTominay sul campionato italiano –, quanto piuttosto nel sacrificio del gruppo. La forza dell’unione e la compattezza d’ambiente è quanto ha realmente fatto la differenza per giungere ad un traguardo storico per il club e per la città.

La storicità di un successo non si misura solo in campo, ma soprattutto nel riflesso di quanto messo in scena genera sul resto delle cose. Centinaia di migliaia di persone in strada dal pomeriggio in quel venerdì 23 maggio: da Fuorigrotta a Piazza del Plebiscito, da Scampia a Piazza Trieste e Trento. Nei comuni in provincia di Napoli e non solo: attrezzati con uno schermo per consentire a tutti una visione collettiva della partita e di conseguenza anche i festeggiamenti. Una marea azzurra riversatasi per le strade dal venerdì al lunedì. La splendida cornice del golfo a fare da paesaggio ed un cielo più azzurro che mai ad accompagnare i protagonisti di questa stagione per tutto il lungomare a bordo di un bus scoperto. Cori, fumogeni, sorrisi, abbracci e tanta felicità. Quella felicità che, tornando al concetto di cui sopra, parte dal Vesuvio, incontra la tradizione e segna una passione generazionale. Ed è andata proprio come cantavi tu, Pinù, il Napoli è On The Road Ag4in.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...