
Napoli piange Roberto De Simone: un’eco costante nella Casina Pompeiana. Napoli perde un maestro, un custode della sua anima più autentica.
La città partenopea è in lutto per la scomparsa, avvenuta l’altro ieri, del Maestro Roberto De Simone. Musicista, compositore, regista e studioso di fama internazionale, De Simone ha dedicato la sua intera esistenza alla riscoperta, alla valorizzazione e alla reinterpretazione del ricchissimo patrimonio musicale e teatrale della tradizione napoletana, lasciando un’impronta indelebile nella cultura italiana e mondiale.
Nato a Napoli nel 1933, De Simone ha incarnato un intellettuale poliedrico e appassionato, capace di spaziare dalla filologia musicale alla composizione, dalla regia teatrale all’etnomusicologia. La sua profonda conoscenza delle radici popolari napoletane, unita a una straordinaria sensibilità artistica e a una costante ricerca di innovazione, lo hanno reso un protagonista unico nel panorama culturale del secondo Novecento.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP), da lui fondata nel 1967 insieme a Eugenio Bennato. Attraverso la NCCP, De Simone ha saputo restituire dignità e nuova linfa vitale a un repertorio musicale spesso dimenticato o relegato a un ambito folcloristico marginale. Canzoni antiche, tammurriate, villanelle e ballate popolari sono tornate a risuonare con forza e autenticità, conquistando un pubblico vasto e trasversale.
Ma la sua grandezza non si è limitata alla sola musica. Roberto De Simone ha saputo portare la sua profonda conoscenza della tradizione napoletana anche nel teatro, firmando regie innovative e suggestive. Tra le sue creazioni più celebri spicca “La Gatta Cenerentola”, una favola in musica in tre atti che, ispirandosi al celebre racconto di Giambattista Basile, ha saputo mescolare elementi di opera buffa, musical colto e atmosfere barocche, diventando un vero e proprio cult.
La sua attività di direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli negli anni Ottanta ha rappresentato un ulteriore momento di valorizzazione della cultura musicale partenopea, con una particolare attenzione alla riscoperta del Settecento napoletano. La scomparsa di Roberto De Simone lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura. La sua passione, il suo rigore intellettuale e la sua capacità di far dialogare passato e presente rimarranno un’eredità preziosa per le future generazioni.
Personalmente, nei miei cinque anni di esperienza presso la Casina Pompeiana Archivio Storico della Canzone Napoletana, ho potuto constatare quanto la figura di De Simone fosse un punto di riferimento costante. Il suo nome risuonava frequentemente durante gli incontri musical-teatrali, evocato con rispetto e ammirazione per la sua profonda sapienza. Ma ancora più significativo era notare come, nelle discussioni riguardanti la progettazione di nuovi eventi e iniziative, l’idea di poterlo coinvolgere, seppur spesso un sogno ambizioso, emergesse sempre come un auspicio per la sua immensa conoscenza e competenza in materia. La sua sola presenza avrebbe elevato qualsiasi progetto, confermando la sua statura di vero e proprio faro per chiunque si dedichi allo studio e alla promozione della tradizione napoletana.
Napoli perde un maestro, un custode della sua anima più autentica, un artista che ha saputo elevare la tradizione popolare a vette di straordinaria bellezza e profondità. Il suo contributo alla comprensione e alla diffusione della cultura napoletana nel mondo è stato immenso e la sua memoria continuerà a vivere attraverso le sue opere immortali.
Bruno Marfé
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