
Il mese del Pride tinge di nuovo Napoli di color arcobaleno. La manifestazione in difesa dei diritti LGBTQIA+ è accolta sempre con passione dai cittadini partenopei, il cui vanto è quello di essere tra le città più famose per l’inclusione. Un evento fin troppo importante anche per i partiti politici, soprat- tutto per il fronte moderato composto da PD e M5S. Non hanno mancato l’appuntamento, infatti, i due leader di partito, tuonando entrambi bruscamente contro il governo Meloni.
«In un anno e mezzo, a causa di questo governo, l’Italia è scivolata ancora più in basso della classifica dei diritti LGBTQIA+ in tutta Europa – afferma Elly Schlein – Dobbiamo portare il nostro Paese nel futuro». L’attenzione del Pride difatti si sposta tutta verso l’azione dell’Esecutivo. La Meloni proprio negli ultimi mesi è stata beccata anche dal premier canadese Justin Trudeau, che ha palesato preoccupazione per le posizioni che l’Italia sta assumendo sui diritti LGBTQIA+. Al Real Albergo dei Poveri, luogo in cui si è tenuto a margine il dibattito, è intervenuto anche il leader del M5S Giuseppe Conte, ribadendo la necessità di non abbandonare quanto conquistato. «È importante continuare il lavoro fatto sui diritti civili e i diritti fondamentali della persona» – afferma Giuseppe Conte.
A presenziare e dare l’appoggio della Città c’era il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. «Napoli è stata sempre ed è una grande Città inclusiva, che vede nelle differenze un valore» – ricorda il sindaco. La presenza vigorosa dei principali leader d’opposizione ai vari Pride, dimostra come il nuovo fronte moderato non voglia lasciare la difesa dei diritti come principale tema politico, dando linfa alla celebre “ideologia dei diritti” che caratterizza la sinistra moderna. Ma non c’erano solo i volti del nuovo fronte moderato al Pride di Napoli.
C’era anche Vincenzo De Luca, presidente della Ragione Campania e volto storico del centrosinistra. «Dobbiamo acquisire come conquista il diritto di ogni essere umano di organizzare la propria vita secondo i propri valori e i propri sentimenti. Offendere in un consultorio una donna che deve fare un’interruzione di gravidanza è un atto di violenza intollerabile».
Il presidente De Luca non fa mancare i toni caldi per cui è noto, ma a questi aggiunge anche un messaggio alle giovani generazioni. «La dignità di un essere umano – ha ribadito De Luca – non è un bene negoziabile. Quindi ai ragazzi, costi quel che costi, raccomando di avere la testa alta e di non accettare mai nessun ricatto, su nessun piano». Pride a parte, in Italia in materia di diritti LGBTQIA+ c’è ancora tanto da fare.
La legge Cirinnà resta un flebilissimo cerino in un paesaggio ancora troppo buio. Da allora, epoca governo Renzi, poco e nulla è stato fatto in materia di diritti civili. La distanza con il mito dei paesi nordeuropei è ormai un abisso, e sarà ancora più difficile uscirne visto il vento politico delle ultradestre che soffia in Europa. Il Pride di quest’anno è stato percepito come “necessario”, anche se vi sono state non poche critiche per il main sponsor dell’evento. La scelta è ricaduta sulla Coca Cola, azienda legata econo- micamente ad alcune attività dello Stato di Israele. Una decisione che ha aizzato l’ira dei tanti che conducono un boicottaggio con i prodotti commerciali legati economicamente ad Israele. D’altronde il Pride è divisivo per costituzione. Nato per far vedere le differenze che guardiamo con sospetto, per riconoscerle e giu- dicarle. È bene parlare delle diversità e confrontarsi su quest’ultime, solo così possiamo definire noi stessi. Grazie al Pride di Napoli e a tutti i Pride d’Italia perché ci rinfrescano la memoria.
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