
Quando parliamo di criminalità in Campania, parliamo di casa nostra. Di strade che conosciamo, di quartieri che viviamo ogni giorno. E i numeri – secondo le statistiche dell’Indice della Criminalità realizzata dal Sole 24 Ore – ci consigliano di fare delle riflessioni senza filtri. Le statistiche su Napoli e Caserta, vicine eppure così diverse, spiegano bene chi siamo e dove stiamo andando.
Partiamo con i dati su Napoli: la città partenopea si piazza al 13° posto in Italia con 132.499 denunce, cioè 4.478 reati ogni 100mila abitanti. Sembra un’enormità, e lo è. Ma c’è un dato che colpisce: rispetto all’anno precedente ci sono più di 3.300 denunce in meno. Non è un miracolo, certo, ma è un segnale.
Napoli è prima in Italia per estorsioni e contrabbando, terza per furti d’auto, quarta per rapine e scippi. Non stiamo parlando di episodi isolati, ma di un sistema criminale che evidentemente ancora resiste, si rigenera, si adatta. Chi vive a Napoli lo sa bene: la criminalità non è un titolo di giornale, è una presenza. A volte evidente, altre nascosta dietro un bar, una strada, un motorino che passa troppo veloce.
Caserta invece scivola più giù, al 43° posto nazionale, con 30.986 denunce e 3.414 reati ogni 100mila abitanti. Sulla carta, sembra andare meglio. Ma attenzione: qui i reati aumentano dell’1,8% e non in modo casuale.
Caserta è seconda per usura, quarta per omicidi volontari e contrabbando, sesta per furti d’auto. Sono numeri che raccontano una realtà meno rumorosa di Napoli, ma non per questo più tranquilla. Sono fenomeni che conosciamo, che abbiamo visto, che spesso restano sullo sfondo ma mordono forte nel tessuto sociale ed economico.
C’è però un dato che sorprende: la provincia di Caserta è penultima in Italia per violenze sessuali. Un segnale positivo, ma da leggere con cautela: denunciare certe violenze è ancora difficile, e lo sappiamo.
E mentre Napoli e Caserta combattono le loro battaglie quotidiane, c’è una Campania che vive quasi un’altra realtà. Benevento, ad esempio, è tra le ultime in Italia per criminalità. Un mondo diverso, a pochi chilometri ma lontanissimo per dinamiche e percezioni.
Il Ministero dell’Interno parla di un calo dei reati nel 2025 (-4,9% nei primi sei mesi). E il nuovo Decreto Sicurezza promette – almeno sulla carta – un pugno duro e più presenza dello Stato. Lo vedremo nei prossimi mesi.
Per ora quello che emerge è chiaro: Napoli e Caserta non sono solo numeri. Sono il termometro di una regione che non si arrende, che lotta ogni giorno tra legalità, ombre e voglia di riscatto. E questa fotografia scattata dal Sole 24 ore può servire per capire, per pretendere di più e per continuare a credere che cambiamento e sicurezza non siano parole vuote, ma una strada che stiamo già percorrendo.
I dati fotografano i delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato , Polizia Penitenziaria, DIA, Polizia Municipale, Polizia Provinciale, Guardia Costiera). Per elaborare le classifiche provinciali il numero di reati segnalati è stato rapportato alla popolazione residente (Istat al 1 gennaio 2025). Fa eccezione il bacino di utenza di Cagliari che corrisponde a quello della Prefettura, per cui è stata inclusa la popolazione residente nella provincia di Sud Sardegna. I dati relativi al primo semestre 2025 non sono consolidati.
Fonte: L’indice della criminalità 2025 – Sole 24 Ore
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