
È il 19 aprile 2012 quando i Carabinieri di Napoli, su mandato della Procura della Repubblica della città partenopea, pongono i sigilli alla Biblioteca dei Gerolamini ponendola sotto sequestro. Il suo direttore, Marino Massimo De Caro è idagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sul furto di migliaia di preziosi volumi sottrati dall’antica biblioteca. Alcuni volumi, circa 240, verranno trovati in un deposito in provincia di Verona, molti altri, purtroppo, finiscono all’estero in Inghilterra, Giappone e Stati Uniti. Tra gli indagati figurava anche Marcello Dell’Utri, già senatore di area berlusconiana. Ieri, per “festeggiare” il dissequestro della biblioteca, era presente al complesso dei Gerolamini, insieme al sindaco della città metropolitana Gaetano Manfredi il ministro della cultura Dario Franceschini, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, la direttrice Antonella Cuciniello.
«Splendore assoluto, bellissima l’illuminazione. Ci troviamo in uno dei luoghi più belli d’Italia, quindi del mondo; è stato fatto un lavoro importante, ringraziamo tutti quelli che ci hanno creduto. Questa è una storia di riscatto e di giustizia che parte dall’episodio doloroso del furto dei libri e che oggi, con il dissequestro e il prezioso lavoro svolto da tutte le istituzioni coinvolte, permette di scrivere un nuovo futuro per uno dei luoghi più belli d’Italia e, quindi, del mondo.
Credo molto nel ruolo delle biblioteche come luoghi vivi, in cui si custodisce la memoria e la si espone ai tanti studiosi e viaggiatori che la vogliono ammirare. Per questo il MiC ha stanziato ingenti risorse, pari a 20 milioni di euro, per il recupero e la messa in sicurezza di questo complesso monumentale che la riforma dei musei ha reso autonomo. I lavori continueranno ancora, per consentire una maggiore apertura e fruibilità non solo della biblioteca ma anche dell’archivio musicale, della Chiesa e della quadreria».

La Biblioteca dei Gerolamini è la più antica biblioteca pubblica d’Italia. Di proprietà della Congregazione dell’Oratorio, fu aperta nel 1586. Ricca di testi di filosofia, teologia e musica sacra, è una delle più straordinarie al mondo. Ha un fondo librario ricchissimo, costituito da circa 160.000: molti incunaboli e circa 10.000 edizioni rare e di pregio. La biblioteca era assiduamente frequentata da Giambattista Vico, filosofo del Settecento napoletano. Nel 1866 la Biblioteca diventa “Monumento Nazionale” a seguito della soppressione degli ordini ecclesiastici ma già l’anno successivo viene riaffidato ai religiosi per finire, il 13 ottobre 2013, nella custodia del MiBACT con la gestione affidata alla congregazione dei Padri Filippini. A breve, secondo le parole del sindaco Manfredi, dovrebbe essere pienamente fruibile al pubblico: «Entro la fine dell’anno dovrebbe chiudersi il cantiere della facciata della chiesa, entro l’anno prossimo l’ingresso su via Duomo».
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