
In Italia c’è stato un tempo in cui due generi hanno quasi monopolizzato il mercato musicale, soprattutto per i giovani: il merengue e il reggaeton. Parliamo di due decenni diversi, ma consecutivi: dal 2000 al 2010 circa si è vissuta la fase d’oro del primo; dal 2010 al 2020 è stata la volta del secondo. I due generi hanno molto in comune, con il ritmo e lo spirito latino che li caratterizza, e finiscono per essere perpetuati ad amanti e fan grazie al calore che trasmette la loro musica. Da qualche anno, però, la scena è cambiata: oggi ad entrambi viene riservato sempre meno spazio e il trend che si segue è quello in espansione in Europa e in altre zone del mondo, con altri stili musicali che primeggiano. Trovare, in effetti, una location con musica reggaeton o merengue nel 2025 non è facile come dieci o venti anni fa. L’Alien Sound Festival, evento che si è tenuto ieri sera all’ex base Nato di Bagnoli, ora Parco San Laise, ha però dimostrato il contrario, che a Napoli c’è ancora la voglia e il desiderio di cantare e ballare sulla scia del sound latino. Più di 20mila persone domenica sera hanno accolto con grande entusiasmo tutti gli artisti che si sono esibiti, a cominciare da Ozuna, artista di punta della serata, e Omega.
Sono stati più di 20mila i ticket venduti per la prima edizione dell’Alien Sound Festival, firmata da Lurova Production. Prima di Ozuna e Omega, ad esibirsi sul palco del Parco San Laise sono stati Don Rafaelo, dj e producer; il Grupo Extra, che rappresenta la vera essenza della bachata contemporanea; e Yalin, voce emergente del dembow domenicano. Il tutto accompagnato dalla musica di diversi dj, che hanno avuto il compito di mantenere calda l’atmosfera durante l’intero festival, e da una serie continua di spettacoli e coreografie con fuoco e colori. Otto ore, questa la durata dell’evento, in cui vecchie e nuove generazione si sono unite per cantare e ballare con artisti di fama internazionale. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, quella di ieri non sarà sicuramente l’unica serata dedicata alla musica latina a Napoli. L’idea per il futuro è trasformare il capoluogo partenopeo in un polo che sappia far convergere le varie anime del genere latino. Le persone presenti al festival, insieme a colui che scrive questo articolo, se lo augurano vivamente.
Nonostante i cambiamenti che hanno interessato il mercato musicale contemporaneo e i gusti degli ascoltatori, la verità è che Napoli rimane la roccaforte del reggaeton in Italia. Anche l’Alien Sound Festival lo ha dimostrato. Al termine dell’esibizione di Ozuna, il cantante portoricano ha chiesto al pubblico di scattare una foto con lui, esponendo una bandiera dell’Italia e gridando a più riprese “italiani”, “napoletani”, oltre a promettere un ritorno e nuovi appuntamenti nel nostro Paese. Non possiamo che augurarcelo e aspettarlo, questa volta ancora con più trepidazione.






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